Spirit & Opportunity

I ROBOT GEOLOGI DELLA NASA

Il carico scientifico detto ATHENA,  trasportato dai due rover  su Marte è frutto della collaborazione fra gli Stati Uniti, (NASA - JPL - Cornell University), la Danimarca e la Germania (Gruppo Athena).

 

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In occasione della grande opposizione perielica del 2003 la NASA a preparato una delle più eccitanti esplorazioni mai tentate su Marte, il lancio di due laboratori mobili a grande autonomia che scenderanno sulla superficie di Marte nel gennaio del 2004. Conosciute inizialmente sotto l’acronimo di MER A e B (Mars Exploration Rover) le due piccole vetture sono state ribattezzate con da una ragazza con il nome di  'Spirit' e 'Opportunity, nomi scelti fra le migliaia di proposta fatte dagli studenti statunitensi a seguito di un concorso bandito nelle scuole americane dalla NASA.

I due robusti laboratori mobili, dei veri e propri geologi meccanici, ed i loro delicati componenti interni, sono stati severamente collaudati per affrontare le condizioni estreme del lungo viaggio di trasferimento (di 460 milioni di chilometri) verso Marte, e la permanenza sull'ostile superficie del pianeta. La prova generale è servita per assicurarsi che tutto possa procedere al meglio in quelle fasi cruciali dove la guida dell’uomo è impossibile. I due rover sono stati sottoposti separatamente a diverse prove. Test di vibrazioni chiamato dai tecnici in modo scherzoso "shake and bake" dove i rover erano stati posti all’interno dell’involucro protettivi per il trasferimento dalla Terra a Marte e che gli hanno consentito di attraversare indenni l’atmosfera del pianeta rosso (involucro composto dallo scudo ablativo e dal suo coperchio). Per le prove, l'involucro viene bloccato su di una piattaforma vibrante che mima in modo esemplare tutti gli squassi ai quali la sonda, unita allo stadio finale del vettore, è sottoposta alle concitate fasi iniziali del lancio, ed ai delicati attimi di discesa verso Marte. I robot sono stati sottoposti anche all’urto delle vibrazioni soniche che sono di un'intensità terribile all’accensione dei motori del razzo. Al JPL vi è anche il più grande “simulatore di condizioni spaziali” al mondo. Una sorta di forno – congelatore nel quale le sonde interplanetarie sono sottoposta ai rigori che incontreranno durante il loro viaggio nel cosmo. In questo laboratorio MER 1 è stata esposta a temperature variabili da – 196 a + 93 gradi centigradi per verificare la tenuta dei suoi isolamenti protettivi ed il comportamento alle estreme temperature della sua delicata elettronica. La “camera solare” del simulatore è famosa in tutto il mondo per le sue capacità di ricreare fedelmente temperatura solari dieci  volte superiori a quelle riscontrabili sul nostro pianeta, paragonabili ad una intensità dieci volte superiore a quella riscontrabile in una giornata di sole all’equatore terrestre.

Ad accurati collaudo è stato sottoposto anche il settore “trasmissioni” valutando il loro comportamento in presenza di campi magnetici e verificando che non vi siano interferenze  fra uno strumento e l’altro. A seguito di questi esami i due laboratori sono stati poi montati nella configurazione di superficie (e cioè nelle condizioni in cui si troverà sulla superficie al momento do scendere dai “petali” aperti del modulo d’atterraggio) per valutare le loro capacità di movimento, ricezione comunicazioni e reazioni ai comandi inviati per via telemetrica. E’ la prima volta che vengono effettuate queste prove di mobilità, indispensabili per scongiurare ogni tipo di imprevisto, sia meccanico che di programma. Queste prove sono servite anche per testare l’abilità dei “piloti” di rover, questa loro abilità nella radio guida era già stata verificata in varie zone della terra con configurazioni del terreno simili a quelle marziane, utilizzando dei modelli molto simili alle due rover chiamati FIDO. Ora però si trattava di verificare la capacità dei Team che si alterneranno alla guida dei MER utilizzando le stesse consolle ed le due vere rover. I team non sanno quello che troveranno una volte che le due rover saranno scese sulla superficie di Marte. Proprio per questo l’affiatamento con i mezzi tecnici deve essere massimo in quanto la missione che avrà una durata molto lunga necessità di una pianificazione giornaliera. Quello che distinguerà questa missione dalle altre ha dichiarato John Callas, science manager of the Mars Exploration Rover Project sarà che si dovrà programmare le attività delle sonde sulla base di quello che vedremo e quello che impareremo da quanto ritrasmesso a terra dai sensore i dei Rover. Noi non sappiamo esattamente quali difficoltà incontreremo e questo impegnerà noi tutti, certamente quanto imparato dalla precedente missione di Pathfinder ci aiuterà in questa direzione”. Per la missione di MER 1 e 2 sarà attivo un team di 100 persone per ognuna dei due laboratori mobili. I componenti del team si alterneranno alla “consolle” ogni 40 minuti, per armonizzarsi con il ciclo giornaliero di Marte che è di circa 24 ore e 40 minuti appunto. Il grosso del lavoro comunque sarà svolto durante le fasi di riposo delle Rover, che avrà una durata giornaliera di 14 ore. In questo periodo i dati ricevuti saranno analizzati e si programmeranno le attività che si andranno a svolgere nella giornata esplorativa seguente.  Per prepararsi a questa attività I Team si stanno sottoponendo da mesi ad un allenamento particolarmente intensivo su un modello da laboratorio direttamente in campo al fine di verificare le capacità di affrontare imprevisti e di risolverli, utilizzando e variando tecniche di guida, trasmissioni radio e di variazioni di software. I team inoltre si stanno sottoponendo anche ad esercizi particolari al fine di minimizzare la fatica fisica e mentale, abituandosi a rispettare i propri turni di riposo. Guidare questi rover su Marte sarà un’avventura eccitante alla quale tutti vorrebbero partecipare continuamente. Ogni giorni si faranno scoperte nuove e c’è la possibilità che queste siano clamorose  proprio per questo la gente deve convincersi a rispettare i propri turni andando a riposare per essere in forma quando toccherà loro.

 

         

 

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