BEAGLE 2

Beagle 2 era una piccola stazione di rilevamento (di soli 33 kg di peso) progettata e costruita dagli inglesi appositamente per la missione europea Mars Express. Il suo compito era estremamente ambizioso: scoprire forme di vita fossili marziane. Quando è chiuso il lander di Beagle 2 somigliava ad un orologio da taschino molto molto grande. È in questo stato che la stazione scientifica ha affrontato il suo viaggio di sei mesi verso Marte, unito alla navicella del Mars Express racchiuso nel protettivo guscio dello scudo ablativo. Cinque giorni prima che il Mars Espress entrasse in orbita marziana, nel dicembre del 2003, un meccanismo a molla liberava Beagle 2 che iniziava la sua discesa su Marte spinto solo dalla attrazione gravitazionale del pianeta. Lo scudo ablativo serviva a proteggerlo dall’immenso calore prodotto dall’attrito con l’atmosfera  rallentandone la corsa. Giunto ad una velocità di circa 1600 km/h, i paracadute ne avrebbero rallenteto ulteriormente la discesa. Alla fine  grandi air-bags  avvolgevano Beagle proteggendolo dal contatto con la superficie marziana. Dopo aver più volte rimbalzato sulla superficie, Beagle si doveva fermare sulla pianura di Isidis Planitia, la zona scelta per lo sbarco. Una volta stabilizzato gli air-bags si dovevano sgonfiare per permettere a Beagle 2 di aprirsi autoradrizzandosi. Era previsto che per prima cosa dovevano uscire i pannelli solari che avrebbero iniziato a caricare le batterie per mettere in funzione gli strumenti di bordo. Completata la sequenza dei controlli si doveva attivare un braccio meccanico alla cui estremità era sistemato il PAW (Position Adjustable Workbench) dove erano piazzati gli strumenti più importanti. A questo punto la telecamera sul braccio iniziavano le riprese. Beagle 2 doveva effettuare osservazioni per almeno 180 sols (il sol è l’unità di misura del giorno Marziano che corrisponde grosso modo a quello terrestre). Il nome di Isidis Planitia si riferisce ad una zona larga e relativamente piatta addossata ad un terreno di formazione molto antica, situato all’interno di un grande bacino formatosi quattro  miliardi  di anni fa dall’impatto di una meteora o di una cometa. Osservato da vicino il terreno mostra catene di fitti sedimenti, crateri da impatto e piccole dune di sabbia. Una zona ideale per cercare eventuali tracce di vita.

   

Beagle 2 si stacca da Mars Express ed inizia la sua discesa

     
  Lo scudo ablativo di Beagle 2 s'infiamma proteggendo il suo prezioso carico durante l’attraversamento degli strati più densi dell’atmosfera marziana.

All’altezza prestabilita lo scudo si sgancerà da Beagle, i paracadute si apriranno e gli air-bags si gonfieranno permettendo alla sonda di poggiarsi indenne sulla superficie di Marte.

     
 

Beagle 2 sulla superficie di Marte dopo aver aperto i suoi "petali" contenenti le celle solari inizia la missione

     
  Il nome Beagle 2 è stato scelto in onore del vascello “HMS Beagle”, il brigantino utilizzato da Charles Darwin per il suo giro esplorativo intorno al mondo, in quello che lui stesso considerò il più importante viaggio della sua vita.
     
 

MAPPA DI MARTE CON INDICATA LA ZONA PRESCELTA

PER L'ATTERRAGGIO DI BEAGLE-2

Immagine ad alta risoluzione della zona dove scenderà Beagle 2

     
 

IMMAGINI DELLA ZONA D'ATTERRAGGIO RIPRESA DA MGS

LE ELLISSI INDICANO LE DIVERSE TRAIETTORIE D'AVVICINAMENTO