Mars Reconnaissance Orbiter

2006

 

 

L'obiettivo principale del Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) sarà esaminare con accuratezza potenziali siti per le future missioni che si svolgeranno sulla superficie del pianeta, sia automatiche che umane. MRO studierà di concerto con il Mars Global Surveyor, il Mars Odissey ed Express, la superficie, l'atmosfera (clima e meteorologia) e sonderà l'interno del pianeta tutto per ottenere una maggiore conoscenza di Marte, delle sue risorse in termini di acqua ghiacciata fonte principale e subito utilizzabile per fornire carburante, acqua ed ossigeno alle future missioni. MRO trasporterà la più potente stazione di telerilevamento mai utilizzata in orbita marziana. Il suo telescopio unito ad una telecamera ad altissima sensibilità sarà potenzialmente capace di distinguere dall'orbita particolari superficiali di minime dimensioni. Una volta raggiunta l'orbita nel marzo del 2006 MRO inizierà sei mesi di aerofrenata che lo collocheranno nella sua orbita finale, un'orbita polare che lo farà passare ogni 112 minuti sul circolo polare artico ad una distanza di 320 km e su quello antartico ad una distanza di 255 km. La sua missione primaria avrà una durata minima di due anni terrestri (uno marziano). MRO servirà anche da stazione ripetitrice per le future missioni in superficie in corso di preparazione.

 

 

NAVICELLA ORBITALE
Lancio: 12 Agosto 2005.
Arrivo: 10 Marzo 2006.

Inizio missione: novembre 2006.
Massa: meno di 2180 kg a pieno carico.

 

Dimensioni:

Orbiter è alto 6,5 metri ed è sormontato dal disco della antenna delle trasmissioni che ha un diametro di 10 metri. Da un pannello solare ad un'altro è lungo 13,6 metri. I pannelli coprono in totale 20 metri quadrati.

 

 

Immagine che mostra MRO durante la frenata che lo colloca in orbita marziana alta. Dopo questa fase seguiranno sei mesi di aerofrenata.

 

 

 

 

STRUMENTAZIONE ED OBIETTIVI

 

Trasmissioni e computer:

Per gestire l'enorme quantità di dati che dovrà trasmettere MRO ha una memoria allo stato solido di 160 gigabits, ed un processore che può operare ad oltre 46 milioni di istruzioni al secondo. I tempi di trasmissione dati a terra saranno 10 volte più veloci delle ultime navicelle lanciate su Marte.


Strumenti:

High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE)

I dettagli raggiungibili da questo strumento ottico/elettronico consentiranno di vedere particolari della superficie più piccoli di un metro.

 

Context Camera(CTX)

In sinergia alle telecamere HiRISE e CRISM, CTX osserverà in contemporanea particolari del suolo ma da un'altra angolazione.

 

Mars Color Imager (MARCI)

Consentirà l'osservazione dell'atmosfera marziana, dei cambiamenti climatici, degli strati nuvolosi e dell'ozono. Lo strumento è lo stesso che il Mars Climate Orbiter (1998) aveva a bordo prima di andare perso.

 

Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars (CRISM)

Consentirà di rilevare minerali che hanno interagito con acqua tramite informazioni spettrografiche, si otterrà una carta spettrografica del pianeta con una risoluzione di 200 metri, con la possibilità di individuare giacimenti in arre più piccole di una piscina.

 

Mars Climate Sounder (MCS)

Osserverà in perpendicolare e d in orizzontale l'atmosfera marziana per verificare l'effettivo ammontare del vapore acqueo, delle polveri sospese e monitorerà le temperature dei vari strati atmosferici. E' un versione migliorata e miniaturizzata degli strumenti che erano a bordo delle missioni Mars Observer (1992) e Mars Climate Orbiter (1998) andate perse prima di entrare in orbita marziana.

 

Shallow Radar (SHARAD)

Questo radar a microonde potrà penetrare fino a 500 metro sotto la superficie di Marte per ottenere informazioni sugli strati presenti e determinare la loro natura, se composti da roccia, acqua, ghiaccio. Il radar otterrà informazioni anche delle calotte polari. Lo strumento è fornito dall'ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ed ha un funzionamento analogo a quello montato sulla sonda europea Mars Express

 

 

 

 

 

 

All the photographs in these site are credit to NASA/JPL/Caltech/Malin