RECENSIONI

 

 

GIORNALE DI ASTRONOMIA

 

Recensione del libro di Stefano Cavina: " UOMINI PER LA LUNA – Sputnik. L'alba dell'era spaziale"

(AIEP Editore, giugno 2007, pagg. 280)

 

Se si volesse sintetizzare al massimo il giudizio su questo libro, basterebbe una sola parola: splendido.

L'Autore, attivo ed apprezzato da anni nel campo della divulgazione aerospaziale, si conferma anche qui preciso e competente nella ricostruzione storica di una materia complessa e affascinante, ma anche ben attento a mantenere la narrazione su livelli mai eccessivamente ponderosi e impregnati di superflui tecnicismi, rendendo così la fruizione del libro, grazie anche al ricco ed importante apparato iconografico, un esercizio quanto mai piacevole sia per il lettore non troppo addentro alla materia – che potrà qui imparare un sacco di cose nuove ed interessanti – sia per l'addetto ai lavori, che troverà nel volume un utilissimo compendio riepilogativo di tutto ciò che l'Uomo ha fatto, nel corso dei secoli, per giungere ad impadronirsi della dimensione verticale.

Il testo copre infatti un lungo periodo di tempo che va dal 1232, anno in cui il primo impiego documentato di razzi è descritto in una cronaca che ne illustra l'utilizzo da parte dei Cinesi contro i Mongoli, al lancio dei primi satelliti artificiali sul finire degli Anni Cinquanta del secolo scorso, delineandone fin da subito i principi generali di funzionamento già concettualizzati da Copernico, Keplero e Galileo senza dimenticare Isaac Newton e la Legge della Gravitazione Universale.

Dopo queste importanti premesse si procede, via via scorrendo nel tempo, con la descrizione degli sviluppi apportati da inventori e sperimentatori al fine di perfezionare quei marchingegni, soprattutto a fini bellici ma non solo, per giungere finalmente, agli albori del Novecento, ai primi rudimentali voli dei più pesanti dell'aria.

La disamina prosegue poi prendendo in considerazione il ruolo fondamentale avuto dalla fantascienza come stimolo per indirizzare gli scienziati verso la teorizzazione di sistemi  per andare nello spazio, ricordando in particolare la figura di Jules Verne e mettendo in evidenza le sue incredibili doti di precursore nell'ipotizzare, nei romanzi "Dalla Terra alla Luna" e "Intorno alla Luna", elementi tecnici e operativi che si ritroveranno pari pari, quasi cent'anni dopo, nelle missioni del programma Apollo: l'installazione del cannone Columbiad in Florida, a poca distanza dal luogo in cui sorgerà il futuro centro spaziale di Cape Canaveral, il recupero del proiettile lunare nell'oceano visto nell'iconografia d'epoca in modo assolutamente comparabile con le immagini del recupero delle capsule Apollo dopo l'ammaraggio, gli effetti dell'assenza della forza di gravità, ecc.

Nei capitoli successivi vengono ricordate le fondamentali figure dei padri precursori dell'astronautica, Konstantin Tsiolkovsky, Robert Goddard e Hermann Oberth, rievocando fra l'altro, e molto approfonditamente, il coinvolgimento di quest'ultimo nel travagliato sviluppo del razzo finanziato dalla casa produttrice cinematografica tedesca UFA per supportare il lancio pubblicitario del film di Fritz Lang "Die frau im mond" nel 1929. Di questa vicenda vengono raccontati dettagli venuti alla luce molto tempo dopo l'epoca in cui essa si svolse e che forniscono un quadro assai intrigante del fermento allora in atto attorno alla progettazione e allo sviluppo dei razzi. Ed è interessante notare come la storia che si dipana intorno al coinvolgimento di Oberth nel progetto Lang/UFA costituisca anche lo scenario in cui è ambientato il bel romanzo di Giulio Leoni "La donna sulla Luna", pubblicato per la prima volta nel 2002, che su questo sfondo imbastisce una complicata e accattivante trama gialla con tanto di delitto e risvolti spionistici.

Ampio spazio viene dedicato da Cavina anche alla scuola missilistica tedesca (VFR) e a quella sovietica (GDL e GIRD), che tra gli Anni Venti e Trenta progettarono e sperimentarono a lungo in questo settore e videro i primi passi di personaggi come Sergei Korolev e Wernher Von Braun – che tanto avrebbero dato in futuro allo sviluppo dell'astronautica, come pure ad altri inventori e sperimentatori che, Fritz Von Opel e Max Valier in primis, in quegli anni studiarono e sperimentarono l'applicazione di razzi a veicoli terrestri e aerei, senza dimenticare pionieri italiani come gli appassionati fondatori dell'Associazione Piemontese Razzi, l'"uomo razzo" Ettore Cattaneo, il poeta inventore Cicogna, le ricerche d'avanguardia dell'ing. Luigi Stipa e il Campini Caproni, primo aereo a reazione sperimentale italiano.

Si arriva poi alla storia più recente e un po' più conosciuta dello sviluppo dei razzi V-2 durante la Seconda Guerra Mondiale e allo sfruttamento delle tecnologie tedesche da parte delle potenze vincitrici alla fine del conflitto, col trasferimento di Von Braun negli USA e l'inizio della gara spaziale come elemento caratterizzante della Guerra Fredda in atto dal 1945 tra i due blocchi contrapposti dell'Est e dell'Ovest.

L'Autore esamina con puntigliosità – ma sempre con stile agevolmente fruibile da qualsiasi categoria di lettori – lo sviluppo della missilistica che, negli Stati Uniti e in Unione Sovietica, portò direttamente e nello spazio di pochi anni alla messa in orbita dei primi satelliti artificiali Sputnik ed Explorer tra la fine del 1957 e l'inizio del 1958, primi atti di quella entusiasmante gara spaziale il cui culmine sarebbe arrivato nel 1969 con lo sbarco sulla Luna dei primi astronauti americani.

Il libro di Stefano Cavina termina qui, nel 1958, col lancio dell'Explorer e la nascita della NASA, ma la narrazione continuerà in due successivi volumi che l'Autore si accinge a pubblicare nell'ambito della trilogia "Uomini per la Luna"  e che hanno come titoli previsti "Cosmonauti" e "La corsa alla Luna".

Se i successivi volumi si manterranno nel solco tracciato da questo primo "Sputnik", la trilogia costituirà sicuramente un importante evento per la pubblicistica italiana in materia e un fondamentale punto di riferimento per studiosi e appassionati.

 

Marco Orlandi

 

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