Antoniadi Eugenios (1870 – 1944)

 

102riga.gif (2190 byte)

 

Eugenios Michael Antoniadi nacque nel 1870 a Costantinopoli da una famiglia greca, fece studi classici e seguì i corsi di architettura. La sua passione era però l’astronomia e a 17 anni iniziò le sue osservazioni a Prinkipo, un’isoletta del Mar di Marmara, usando un rifrattore da 7,5 centimetri di obiettivo e capace di 300 ingrandimenti per realizzare i suoi primi disegni di Marte. A 23 anni durante un soggiorno a Parigi conobbe Camille Flammarion, fervente sostenitore dell’esistenza su Marte di canali artificiali, analogamente a Percival Lowell negli Stati Uniti. Flammarion propose ad Antoniadi di diventare suo assistente all’Osservatorio di Juvisy, dove un mecenate gli aveva fatto costruire un Osservatorio dotato di un ottimo rifrattore Merz da 24 centimetri. Antoniadi accettò ma dopo alcuni anni entrò in contrasto con Flammarion in quanto questi si appropriava di tutte le sue osservazioni e scoperte. Così nel 1902 lascia Juvisy, sposa una ricca ragazza conosciuta nella comunità greca di Parigi e ritorna in Turchia. Nel 1909 però è di nuovo a Parigi, dove Henri Deslandre gli permette di usare il grande rifrattore Henry da 83 centimetri dell’Osservatorio di Meudon,  rifrattore con il quale fece numerose osservazioni del sistema solare, ottenendo eccellenti mappe di Marte e Mercurio. Le sue carte furono  utilizzate praticamente, fino all’avvento dei primi satelliti artificiali negli anni ‘60.

Nel 1909 Marte è in opposizione perielica molto favorevole e Antoniadi il 20 settembre può osservare il pianeta in condizioni atmosferiche eccezionalmente buone: è così che i canali svaniscono sotto gli occhi di quell’acutissimo osservatore, dotato per di più del terzo maggior rifrattore del mondo. Scrive Antoniadi: «Grazie al bell’obiettivo di Henry vidi i canali rettilinei dissolversi là dove i particolari più fini, inaccessibili ai telescopi di Schiaparelli e di Lowell e confermati dalla fotografia, erano evidenti e costantemente visibili. Di qui una critica fatale all’esistenza della pretesa rete di canali.». E a Percival Lowell, che osservava a Flagstaff negli Stati Uniti, telegrafa ironicamente: «Il telescopio di Meudon è troppo potente per mostrare i canali». Dopo la prima guerra mondiale, divenuto universalmente famoso, Antoniadi prese la cittadinanza francese e ricevette molti premi scientifici e la Legion d’Onore. Morì il 10 febbraio 1944, venti giorni prima di compiere 74 anni. La sua vista non era più quella perfetta dei bei tempi ma fino al 1941 aveva compiuto osservazioni a Meudon. Oggi su Marte un cratere ricorda il suo nome.

 

antoniadi3.jpg (13538 byte)

Marte il 3 settembre del 1909

 

     I canali si dissolvono!

 

Ancora vent’anni dopo la pubblicazione del suo trattato di areografia "Le planéte Mars", Antoniadi rammentava con entusiasmo le prime visioni avute all’osservatorio di Meudon utilizzando il grande rifrattore di 83 cm di apertura. In particolare ricordava la sera del 20 settembre 1909, quando per due ore l’atmosfera fu così ferma e trasparente da consentirgli una quasi perfetta visione di Marte.

     

Marte la notte del 20 settembre 1909

 

 Così egli scrisse di quella notte:

 

<< Benché l’ingrandimento di 320 volte utilizzato al momento non mi permettesse di sfruttare tutte le possibilità di risoluzione offerte dal cannocchiale, l’aspetto del pianeta era di una vera e propria rivelazione. In mezzo a un affollarsi di aree irregolari si scorgeva, in sostituzione d’un canale rettilineo di Schiaparelli, un lago dai bordi estremamente frastagliati, mentre le zone a sud di Syrtis Major offrivano l’apparente aspetto d’una regione composta di freschi prati e di foreste di un verde più scuro, il tutto variato da minuscoli punti bianchi. Nessuna geometria negli innumerevoli dettagli di questa visione!>> Nel 1909 non c’era modo di verificare quanto Antoniadi affermava, si poteva solo accettare o rifiutare le sue affermazioni, cosa che fece la maggior parte degli astronomi europei. Cadde così definitivamente nel 1909, in Europa, il mito dei canali e delle meravigliose costruzioni dei marziani.

 

Ecco ancora come, vent’anni dopo, Antoniadi scriveva il suo punto di vista sui canali:

<< Nessuno ha mai visto su Marte un canale vero, e così i canali più o meno rettilinei, semplici o doppi, di Schiaparelli non esistono ne come canali, ne come tracciati geometrici. Essi hanno però una base di realtà perché, al loro posto la superficie del pianeta presenta sia delle strisce irregolari più o meno continue e macchiettate, sia bordi frastagliati di regioni cupe, sia ancora laghi isolati e complessi. Così i dettagli del pianeta Marte presentano dovunque queste strutture irregolari e naturali, una caratteristica delle macchie di tutti i corpi del sistema del mondo. >>

 

     

antoniadi_hi.jpg (78324 byte)

Thaumasia Foelix, Solis Lacus e Mare Acidalium

 

 

Le regioni Thaumasia foelix, Solis lacus e Mare acidalium, visibili nella mappa a sinistra disegnata da Antoniadi, furono sempre centro, durante le osservazioni ottiche, di curiosi cambiamenti. La denominazione di Thaumasia foelix (Terra delle meraviglie) fu  data a questa  regione dallo Schiapparelli.   Al telescopio essa appare come una macchia giallo-arancione leggermente ovale, ricoprente circa 45° areografici, nel mezzo della quale si trova una macchia oscura, quasi rotonda, che durante le grandi opposizioni (così come fu osservata per la prima volta dal Maggini), diventa  un cospicuo ammasso di nuclei congiunti da strutture apparentemente lineari (canali) o ad arco che la congiungono con i bordi della Thaumasia, i quali sembrano regolarissimi. In condizioni di estrema chiarezza l'intera regione appare variamente colorata da tinte diverse. Nel 1924 il Maggini ebbe modo di notare come le formazioni lineari si trasformassero in particolari distinti e separati.