Analisi di ALH84001

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Dei 12 meteoriti fino ad oggi classificati ALH84001 costituisce un caso particolare essendo il più vecchio e singolare del gruppo. La datazione al carbonio lo colloca in un periodo risalente a 4,5 miliardi di anni fa, quando Marte, e gli altri pianeti del Sistema Solare si erano appena formati. Le fratture e gli spazi al suo interno erano stati, inoltre, riempiti da abbondanti depositi di composti a base di carbonati. Un particolare che indicava come la roccia dovesse essere stata sottoposta a correnti d’acqua calda, che lasciano questi caratteristici depositi.

Il momento preciso del rilascio dei depositi non e facilmente collocabile ma si stima, mediamente, 1,8 miliardi di anni fa’. L’esame mineralogico del meteorite mise in luce tre evidenze particolari. Prese singolarmente queste formazioni non avrebbero avuto nulla di estremamente singolare, ma il fatto che tutti e tre siano presenti in una singola meteora, fece supporre agli scienziati di avere di fronte delle evidenze di vita primordiale marziana.

L’ipotesi corrente e che il processo vitale sia iniziato, sia sulla Terra che su Marte, più o meno 3,5 miliardi di anni fa’, col finire del grande bombardamento di meteoriti che sembra coincise con 1’affluire di calde acque sulla superficie dei due pianeti.

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La prima evidenza e la presenza di microscopici globuli di carbonato di calcio avvolti in una pellicola ricca di ossidi ferrosi e magnetite. La presenza di questi globuli e della magnetite non e una cosa strana, ma il fatto che siano presenti contemporaneamente, e addirittura parte della stessa formazione e a dir poco singolare, anche se in presenza di acque molto calde si possono formare delle formazioni molto simili. Al contrario e risaputo che l’azione di batteri può provocare globuli identici.

 

La seconda evidenza e la presenza di molecole di Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) che, comunemente presenti nella materia interstellare, non può essersi formata sulla superficie di Marte, a meno che un meteorite che la contenesse non sia caduto sul pianeta, si sia mischiato con le rocce che poi formarono ALH84001 e successivamente questo sia stato lanciato in orbita, batteri.jpg (8979 byte)

 

La terza evidenza, e la più intrigante, e stata la casuale scoperta di una struttura del tutto simile ad un fossile di batterio terrestre, solo 100 volte più piccola delle stesse scoperte sulla Terra. L’interrogativo attuale è: la struttura e troppo piccola per essere considerata una forma di vita, seppur elementare?

 

Recentemente nuovi studi sul meteorite sembrano smentire queste ipotesi, ma in realtà solo un esame diretto di campioni prelevati del suolo di Marte potrà dare risposta definitiva a questi quesiti e per questo dovremo attendere le prossime missioni spaziali sul pianeta Rosso.

 

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