"AIRY" Il meridiano zero di marte

 

Sulla Terra la longitudine e la latitudine rispetto al Reale Osservatorio di Greenwich, in Inghilterra, è stata definita convenzionalmente come “primo meridiano” o longitudine “0”. Tutte le località sulla Terra sono così individuate, e misurate, in gradi est oppure ovest da questa posizione. Anche su Marte esiste una posizione equivalente che costituisce il suo primo meridiano.

 

Sulla Terra il primo meridiano è stato definito da un accordo internazionale nel 1884, come la linea immaginaria che interseca un grande “circolo di transito” che si trova nell’edificio che ospita l’Osservatorio reale Inglese. Il “circolo di transito” è stato costruito da Sir George Biddell Airy il Settimo Astronomo Reale, nel 1850.  Per Marte il primo meridiano fu definito per la prima volta degli astronomi tedeschi W. Beer e J. H. Mädler negli anni 1830-32. Essi usarono a tale scopo una struttura circolare che si vedeva con regolarità sulla superficie e che chiamarono “A”, come riferimento utilizzato per determinare il periodo di rotazione del pianeta. Anni dopo Giovanni Virgilio Schiaparelli utilizzò la stessa “macchia” come punto zero di longitudine nella sua mappa del 1877. In seguito fu battezzata definitivamente dall’astronomo francese Camille Flammarion come Sinus Meridiani (Baia del mezzo).

 

Con il migliorare delle tecniche areografiche, della fotografia astronomica e con l’avvento delle missioni spaziali in questa area è stati individuato un grande cratere che fu dedicato all’astronomo inglese Airy proprio per commemorare la costruzione del “circolo di transito”. Quando la navicella americana Mariner IX fotografò la quasi totalità del pianeta con una risoluzione di circa mille metri per pixel, nel 1972, si ebbe la necessità di una maggiore precisione nella individuazione delle località marziane. Fu così che Merton Davies, della RAND Corporation, analizzando le immagini del satellite riconobbe entro il grande cratere Airy un cratere più piccolo, del diametro di circa 500 metri che venne battezzato Airy-0 e che oggi rappresenta sul pianeta l’equivalente del “circolo di transito” di  Greenwich, il punto zero dei meridiani marziani.

Il piccolo cratere Airy-0 è stato fotografato una volta dal Mariner IX, ed una volta dall’orbiter del Viking 1. Queste due immagini costituirono il riferimento astronomico per il resto del secolo scorso. Con l’entrata in orbita del Mars Global Surveyor (MGS) il JPL cercò di ottenere una visione accurate del piccolo Airy ma non vi riuscì che dopo nove tentativi, nel gennaio del 2001, a dimostrazione di quanto sia difficile eseguire il telerilevamento su un pianeta lontano di un targhet così piccolo.

Originariamente fu utilizzato un sistema “planetografico” per determinare latitudine e longitudine con numerazione crescente da Ovest fu utilizzata per le missioni Viking. In seguito lo US Geological Survey ed altre Società adottarono per le loro mappe il sistema “planetocentrico” dove latitudine e longitudine aumentano da 0 a 360° da Est (e questo lo differenzia dal sistema utilizzato sulla Terra che aumenta da 0 a 180° da Est o da Ovest), ed è tutt’ora il sistema utilizzato per creare mappe marziane. Entrambe i sistemi sono comunque stati approvati dal Unione Astronomica Internazionale nel 2000.

Per una migliore comprensione il sistema “planetocentrico” usa coordinate derivate dalla misura degli angolo partendo dall’equatore del pianeta con il punto che interessa sulla superficie. Il sistema “planetografico” invece utilizza coordinate determinate direttamente sulla superficie del pianeta.

Molte delle mappe che troviamo pubblicate prima del 2002 utilizzano il sistema “planetografico”, ma ora la maggior parte dei programmi marziani marziani hanno adottato il secondo e chiamato comunemente latitudine planetocentrica ad est della longitudine. Questo sistema ha ormai preso il sopravvento ed è utilizzato nelle missioni spaziali della NASA e dell’ESA.

     

Il cratere di 500 metri di diametro nominato 'Airy-0' che vediamo al centro del più grande cratere di Airy è stato scelto dall’unione Astronomica Mondiale come primo meridiano di Marte. Sulla immagine sono visibili nei rettangoli bianchi le immagini eseguite nel corso degli anni dal Mariner IX (MM9-533B03), dall’orbiter del Viking 1 (VO1-746°46), e dal  Mars Global Surveyor (MOC M23-00923) nel 2001.

 

     

 

Quando il Mariner IX fotografò  Marte nel 1972e sue immagini avevano una risoluzione di poco meno di  mille metri per pixel (immagine A). In seguito l'orbiter del Viking 1 riprese il cratere nel 1978 con una definizione decisamente migliore (B).

Nel 2001 la camera MOC del Mars Global Surveyor inquadrò dopo nove tentativi il piccolo Airy-0 (C)