I Guinnes di Marte

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Pur avendo un diametro modesto,

Marte presenta caratteristiche fisiche uniche se paragonate ad analoghi aspetti esistenti sulla Terra.

Giganteschi vulcani ed immense valli  minimizzano i loro cugini terrestri.

 

 

I grandi vulcani

 

Fotomosaico del Monte Olimpo

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Mosaico a colori del più grande dei vulcani marziani, il Monte Olimpo, una caratteristica visibile anche dai telescopi a terra e che Schiaparelli chiamò Nix Olimpica. L'immagine è stata ottenuta unendo le immagini riprese dall'orbiter del Viking 1 il 22 giugno 1978. Il vulcano che ha un diametro di 600 km e presenta sulla sommità, a 24 chilometri d'altezza, una caldera di circa 80 km di diametro. Il nord è in alto.

 

 

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Il vulcano Olympus  è, in estensione, molto più grande delle isole Hawai. In questo mosaico d'immagini ottenute dal Mariner 9, si possono notare le immense colate di lava che dalla sommità del cratere scendono fino alla base, che è a strapiombo con la pianura circostante. 

Il disegno   traccia il profilo di questo immenso vulcano. (1 miglio = 1,609 km)

 

       
 

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Comparazione fra le maggiori montagne terrestri e marziane. (scala verticale esagerata due volte)

       

I grandi vulcani di Marte

(Tharsis Montes)

 

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Dal basso: Arsia Mons, Pavonis Mons e Ascraeus Mons. Il nord corrisponde all'angolo in alto a sinistra. In linea d'aria i tre grandi vulcani di Marte occupano un'area corrispondente a 13.000 km. Se riportiamo l'area su di una carta degli Stati Uniti, i tre vulcani occupano uno spazio che va da Seattle ( Washington) a S.Diego (California)

       
   

More than 100 photos form the top mosaic mapping Valles Marineris, huge Martian complex of Canyons. Taken by the Viking 1 orbiter 23-26 August 1976, they are centered at 5° south latitude, 85° longitude, with north at the top. Ten photos taken 22 August form the center mosaic of the western end of the canyon. The volcanic plateau is deeply dissected into connected depressions

       

   Tharsis Montes e Noctis Labyrinthus

 

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Fotomosaico a colori estrapolato dalle immagini riprese dall'orbiter del Viking 1 il 22 febbraio del 1980, della regione di Tharsis Montes e Noctis Labyrinthus. Partendo dal basso si notano i tre grandi vulcani, alti 25 chilometri, di Ascraeus Mons, Pavonis Mons e Arsia Mons. Lo scudo vulcanico in alto a destra e quello di Tharsis Tholus. Il Sistema di canyon in basso a destra e quello di Noctis Labyrinthus, l'estensione occidentale della Valles Marineris. L'area in basso al centro è quella de Syria Planum. La distanza fra la caldera di Ascraeus Mons e Pavonis Mons è di circa 800 km.

 

l Grande Canyon

 

Il grande canyon di Marte

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In questo strabiliante fotomosaico a colori, ottenuto da 45 immagini dell'orbiter del Viking 1, il 22 febbraio del 1980, mostrano la vista di "Valles Marineris" come se un osservatore si trovasse su di un'astronave ad un'altezza di 2500 km. La valle è lunga più di 3000 chilometri e profonda più di 8. Da notare i canali,  provenienti da est e da ovest, che scendono nella valle da nord e come essa si immetta nella scura regione detta Acidalic Planitia.

       
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La "Valles Marineris" e il Gran Canyon a confronto.

(la scala verticale è stata aumentata di 4 volte)

       
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La "Valles Marineris" supera in lunghezza l'intera estensione degli U.S.A.

       

Il Grande Canyon marziano in due immagini del Mariner IX.

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Le due foto, della regione di Tithonius Lacus, rappresentano solo una parte della gigantesca frattura scoperta per la prima volta dalla sonda  Mariner 9. La Valle è stata poi chiamata Marineris in suo onore. (Le foto sono state riprese da un'altezza di 700 chilometri e coprono un'area di 640 km.)

     

 

Fotomosaico a colori di Candor Chasma

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Unendo con la computer grafica alcune immagini riprese dagli orbiter Viking 1 e 2, è stato possibile estrapolare questa suggestiva immagine obliqua di  Candor Chasma. la vista è rivolta a nord, e spazia su di un area di 800 chilometri. L'intera regione  mostra evidenti segni di erosione, generata da fluidi,   venti e probabili fratture tettoniche.

 

 

Great Flows

 

   

Questo fotomosaico ottenuto da immagini del Viking 1, ci mostra colate laviche e erosioni probabilmente dovute al violento e prolungato fluire di liquido come l'acqua

 

       
   

Questo giovne cratere si circa 30 km di diamtero in Lunae Planum, si trova vicino al letto di un fiume asciutto che corre a fianco di lunghe e sottili colate di lava (Kasei Valley).

       
       
   

An oblique view across Argyre Planitia (the relatively smooth plain at top center of the photo) shows surrounding heavily cratered terrain. Brightness of the horizon to the right (with north toward upper left) is due mainly to a thin haze. Above the horizon are detached layers of haze 25 to 40 km high, thought to be crystals of carbon dioxide (dry ice). Both the lower photo mosaics were taken 11 July.

 

       
     

 

Ghiaccio Sepolto

 

   

Da questa immagine sembra che del materiale liquido sia fuoriuscito dal cratere, riscaldato dall'impatto del meteorite che ha creato Arandas. Il materiale è stato successivamente eros dall'azione eolica nel corso dei millenni. Foto del 22 luglio 1976 del Viking 1 a 43°N di latitudine, e 15° longitudine, Arandas iha un diametro di 25 km circa.