LA REGIONE MISTERIOSA

 

Nel mese di ottobre il Mars Express ha fornito nuove indicazioni che possono aiutare gli scienziati a svelare uno dei misteri più fitti di Marte, quello chiamato in inglese la cryptic region. Nel 1970 le prime missioni orbitali marziane avevano mostrato che durante l’avvicinarsi della primavera alcune aree del polo sud, diventavano sempre più scure, rispetto alle adiacenti aree coperte da brillante ghiaccio stagionale, tutto ciò senza una spiegazione plausibile. Come poteva questa area essere nella regione polare e nello stesso tempo non essere ricoperta da ghiaccio?

 

Il mistero si infittisce negli anno 90, quando nuove osservazioni mostrano che la temperatura della regione misteriosa è di circa – 135 °C. Non ci sono dubbi, a quella temperatura il ghiaccio deve essere presente (si tratta di anidride carbonica o CO2 gelata, detta anche ghiaccio secco, quelle che troviamo all’interno dei congelatori di ogni frigorifero). A questo punto alcuni scienziati hanno ipotizzato che il ghiaccio in realtà sia presente ma, per un qualche misterioso motivo, nonostante uno spessore calcolato di almeno un metro sia trasparente, in questo modo si potrebbe spiegare perché vediamo la sottostante superficie. Nuove osservazioni tratte dallo strumento OMEGA di Express dimostrano che questa ipotesi non è corretta. (OMEGA misura la quantità di radiazione infrarossa, emessa dal Sole, che riflette la superficie marziana. In questo modo è possibile conoscere la natura dei minerali incontrati dalle radiazioni interpretando le specifiche lunghezze d’onda che vengono riflesse). Anche il biossido di carbonio assorbe la luce infrarossa a determinate lunghezze d’onda e OMEGA ha notato un debole riflesso a quelle lunghezze, indice di una esigua presenza di ghiaccio nella regione. Cade in questo modo l’ipotesi della lastra trasparente. Ma allora cosa succede in quella regione?

 

Una nuova ipotesi è che la risposta di OMEGA sia falsata dalla presenza sul ghiaccio di una spessa coltre di sabbia. Se questo fosse vero spiegherebbe il debole ritorno dei raggi solari che penetrano con difficoltà la sabbia e poi devono essere riflessi. Ma com’è possibile che vi sia così tanta sabbia sul ghiaccio? Una risposta potrebbe venire dalla scoperta effettuata durante le osservazioni di alcune strane macchie effettuate nel periodo 1998-1999 dal Mars Global Surveyor. Queste macchie chiamate per la loro forma “spiders” e “fan”.  I planetologi pensano che queste formazioni siano il risultato del passaggio dei raggi solari attraverso la lastra di ghiaccio. Una volta raggiunta la superficie, il calore indotto dall’effetto serra che si crea genera la sublimazione degli strati più bassi della CO2, La pressione del gas romperebbe le croste e come un geyser getti di sabbia zampillano tuonando sulla superficie in un effetto suggestivo. La polvere ricadrebbe poi ricoprendo l’area circostante. Gli spiders potrebbero essere il risultato di questa erosione sotterranea. Questo processo potrebbe contribuire alla copertura della regione, ma solo in minima parte. M allora per qual motivo vi è tanta sabbia?

 

Una risposta potrebbe venire dal monitoraggio della regione che avverrà durante il prossimo equinozio di primavera (2007) nel periodo che inizia subito dopo l'evaporazione del ghiaccio invernale e prima che il fenomeno degli spider inizi a manifestarsi. Questo potrebbe aiutare a comprendere se la copertura sabbiosa dipende solo da questi geyser marziani.

 

Il mistero rimane, anche se oggi la regione misteriosa è un po’ meno “misteriosa”.

 

 

 

A sinistra un mosaico di immagini eseguite dallo strumento OMEGA da una distanza di 6000 km sulla regione polare sud durante il periodo che va dall'inizio primavera a metà stagione.

La regione misteriosa è ben visibile fra il la brillante coltre di ghiaccio perenne del polo sud (costituita principalmente da acqua ghiacciata) e la circostante copertura stagionale di CO2.

Le osservazioni di OMEGA hanno provato la presenza di una lastra di ghiaccio coperta da una spessa coltre di sabbia  un contaminazione dovuta all'azione di geysers di polvere provocati dalla rapida sublimazione dell'anidride carbonica.