C'è' Vita su Marte?

 

HOME - BACK

linearazzo.gif (489 byte)

BATTERI MARZIANI E TERRESTRI

Con un esperimento di laboratorio un gruppo di scienziati statunitensi ha dimostrato che esistono dei micro-organismi terrestri, detti “Metanogeni”, che sono in grado di sopravvivere nelle estreme condizioni di Marte.

Anche se l’esperimento in sé non può provare inequivocabilmente  che su Marte esiste (o sia esistita) la vita, suggerisce a tutti gli effetti che organismi primitivi, come i batteri, possano potenzialmente essersi adattati alle condizioni climatiche marziane sopravvivendo sotto la sua superficie, al riparo dalle radiazioni ultraviolette che “bombardano” quotidianamente il suolo sterilizzandolo (causa una adeguata fascia d’ozono come da noi sulla terra). Tim KRAL, capo del team che, all’Università dell’Arkansas, ha condotto la sperimentazione, ne ha parlato in modo entusiastico ad un convegno sulla bioastronomia che si è tenuto nel mese di luglio 2002 in Australia.

L’esperimento è consistito nell’introdurre in un tubo di vetro una coltura di batteri metanogeni (micro organismi che vivono nelle profondità terrestri, a non meno di 200 metri, e che sono in grado di sopravvivere metabolizzando idrogeno e respirando monossido di carbonio al posto dell’ossigeno,  trasformando il tutto in metano. Un ecosistema solo pochi anni fa sconosciuto sul nostro pianeta) posti al di sotto di un terreno marziano simulato, per granulometria, densità e proprietà magnetiche, derivato da polvere lavica. Una volta accertato la crescita della coltura, i biologi hanno congelato i batteri e trasferiti in una speciale camera stagna chiamata “Andromeda”, dono della NASA (Jet Propulsion Laboratory) all’Università dove hanno esposto i “Metanogeni” a alle condizioni di pressione, temperatura e radiazioni presenti su Marte.

Dopo poco tempo i biologi hanno potuto rilevare una leggera produzione di metano, il che stava a significare che i batteri erano in grado di sopravvivere e di metabolizzare i gas presenti, moltiplicandosi.

Anche se al momento non esistono evidenze certe di presenza di vita marziana, gli indizi favorevoli a suo carico sono molti. Questo esperimento quindi serve a dimostrare che la vita su Marte, almeno a livello microscopico è fattibile. La recente ineluttabile prova della presenza di grandi estensioni di permafrost sotto il suolo marziano fornita dal Mars Odyssey (una presenza che era stata gia da molti anni prevista dagli scienziati ma che non poteva ancore essere dimostrata con misure dirette)  ha prepotentemente rilanciato la concreta possibilità che su Marte esista la vita, non solo a livello batterico, ma anche a livello vegetale se non addirittura animale. Non meraviglierebbe quindi se nei freddi deserti marziani (dove la temperatura raggiunge mediamente di giorno una massima di 15 gradi sopra lo zero per finire alla notte a 120 gradi sotto) in un non lontano futuro esploratori umani (o anche laboratori automatici) possano scoprire nuove forme di vita aliena.

Per il momento, con l’esperimento di Tom Kral, possiamo solo pensare che lontani parenti dei “Metanogeni” terrestri possano sopravvivere in ambienti a noi alieni dove è presente in abbondanza idrogeno (sotto forma di ghiaccio) e anidride carbonica. Se si assume che nel sottosuolo di Marte c’è acqua, e quindi è presente anche l’idrogeno, principale fonte di sostentamento dei “Metanogeni” le conclusioni sembrano ovvie. La presenza di idrogeno inoltre non è indispensabile ai “metanogeni” perché alcune varianti di questi stranissimi batteri sono in grado di sopravvivere metabolizzando monossido di carbonio.

TERRA-FORMARE MARTE?

Considerando che una massiccia presenza di gas metano su Marte, aumenterebbe l’effetto serra del pianeta, consentendo un progressivo riscaldamento dell’atmosfera ed un conseguente aumento della pressione, cosa accadrebbe se un futuro gruppo di esploratori umani portassero con loro dei Metanogeni da impiantare su Marte? Sarebbe possibile col tempo terra-formare Marte?

La risposta è negativa perché anche se lasciamo da parte gli innumerevoli problemi etici e tecnici di una operazione di questo genere, sarebbe un processo lunghissimo che richiederebbe migliaia e migliaia di anni.

 linearazzo.gif (489 byte)

HOME - BACK