L’Uomo su Marte

 

 

“Spazio Ultima Frontiera”

E’ con questa storica frase tratta dalla mitica serie Star Track e sulla recente relazione dell’Exploration Team (NExT) della NASA che introduco queste considerazioni sulla futura esplorazione umana di Marte e dello spazio circostante. E’ chiaro a tutti (addetti ai lavori e/o semplici curiosi), che prima che gli umani possano calpestare il polveroso suolo di Marte, sarà necessario realizzare ancora molte missioni automatiche verso il pianeta rosso, alla scoperta della maggior parte dei suoi segreti ed all’approfondimento di quanto già conosciamo. Le nuove informazioni raccolte, saranno di vitale importanza per le future missioni con equipaggio umano, una indispensabile conoscenza del pianeta dalla quale dipenderà non solo l’esito della missione ma la stessa vita degli astronauti. Accanto a queste missioni però occorrerà mettere in piedi e sperimentare nuovi programmi spaziali che portino a tecnologie al momento non ancora disponibili.

Programmi attuali e futuri

Ad oggi programmi per una esplorazione umana di Marte (ma anche della Luna e dello spazio a noi circostante) non ne esistono, e non possono essere considerati tali gli acuti esercizi intellettuali che molti hanno pensato ed esposto in tempi relativamente recenti alla stampa. <<Se si partisse oggi occorrerebbero almeno dieci anni per realizzare le tecnologie necessarie a un viaggio su Marte>> asserisce detto Zubrin, autorevole sostenitore dell’esplorazione umana di Marte. D'altronde se consideriamo che siamo arrivati sulla Luna in tempi analoghi sotto la spinta emotiva di un programma “esotico” e con uno sforzo industriale ed intellettuale paragonabile solo al Progetto Manhattan (quello che consentì agli USA di realizzare la bomba atomica prima di Hitler), appare chiaro come la “conquista di Marte” sia ancora molto lontana dal realizzarsi e con tempi sicuramente più lunghi. Ciò nonostante, anche se per il prossimo futuro non è stata pianificata alcune missione di questo genere, i piani a lungo termine della NASA hanno in programma importanti e indispensabili missioni automatiche. Nel 2005 dovrebbe partire il Mars Reconnaissance Orbiter, che esplorerà la superficie marziana con una risoluzione dei particolari superficiali pari a 30 cm. Nel 2009 poi, è stata pianificata una missione che grazie ad un particolare tipo di lander permetterà lo sbarco di un rover dotato di grande autonomia, appositamente progettato per esplorare quelle zone di rilevante interesse scientifico, che però sono situate in aree accidentate e potenzialmente pericolose.

La novità principale nei programmi NASA è che a fianco dei gruppi di lavoro coinvolti nelle prossime missioni scientifiche l’ente, ha istituito un team di esperti, al fine di pianificare pur senza alcun impegno diretto, il futuro dell’esplorazione spaziale e, ovviamente, lo sbarco dell’uomo su Marte. Fanno parte del NASA Exploration Team (NExT)   ingegneri, medici, psicologi ed artisti. Proprio a questi ultimi è stato lasciato il compito d’illustrare i futuri (pur se ipotetici) passi dell’esplorazione spaziale, ed è guardando i loro disegni (alcuni dei quali sono in questa pagina), che possiamo traguardare le progetti e ambizioni dell’Ente Spaziale Americano. I risultati di NExT sono stati presentati dal 10 al 19 ottobre 2002 al Congresso Mondiale sullo Spazio che si è tenuto al Houston, nel Texas, accolti con grande interesse dagli oltre 13.000 delegati, rappresentanti di quasi tutti i paesi della Terra. Con relazioni tematiche e diapositive il Team ha mostrato come nel 21 secolo l’esplorazione spaziale si potrà spingere (mezzi permettendo) ben al di là dell’attuale stazione spaziale internazionale, coinvolgendo direttamente molte altre nazioni per realizzare nuove stazioni che saranno poste in equilibrio fra Terra e Luna nei cosiddetti punti Lagrangiani. Ma sarà solo il primo passo perché da questi “Porti Spaziali” potranno partire le future missioni umane su Marte, la Luna e gli asteroidi.

 

I Punti Lagrangiani

I Punti Lagrangiani o Punti di Librazione, sono luoghi nei quali un piccolo corpo è posto sotto l’influenza gravitazionale di due grandi corpi celesti (per es. Terra-Luna oppure Terra – Sole) nei quali un satellite si trova in perfetto equilibrio gravitazionale fra essi. In ogni sistema orbitale esistono teoricamente cinque punti nei quali si può sfruttare questo equilibrio. In queste aree risulta molto più semplice mantenere basi spaziali in quanto si risparmiano le continue correzioni d’assetto che ogni stazione e satellite deve necessariamente eseguire per mantenere la propria posizione quando è costantemente sottoposto alla microgravità terrestre.

Tali punti furono individuati teoricamente da Joseph Louis Lagrange nel 1772

 Primo Passo il Cancello L1

Secondo NExT, il primo passo sarà la realizzazione di una base nel Punto Lagrangiano L1 (Space Gate 01) che si trova fra Terra e Luna ad una distanza da noi di 323.000 chilometri. Accanto alla base sarà possibile installare un laboratorio ed un hangar che potrà supportare una cantiere d’assemblaggio per astronavi, con la possibilità unica d’effettuare collaudi e verifiche nello stesso ambiente in cui dovranno operare. Si potranno inoltre collaudare sistemi, meccanismi, attrezzi di lavoro e soccorso, tute spaziali di nuove concezione, apparati di telecomunicazione ed ottici, insomma tutto ciò che potrà servire in futuro a nuove e più sicure missioni esplorative.

 

Oltre il Cancello L1

Dal Cancello L1 sarà facilmente raggiungibile la Luna che si troverà ad appena 60.000 km, ma anche Marte Giove e gli Asteroidi, oltre a mantenere efficienti telescopi, radiotelescopi e satelliti per telecomunicazioni collocati nella zona di librazione L2. Per Marte la NASA ha già deciso di rispolverare la tecnologia della propulsione nucleare. Una spinta che sarà utilizzata solo nello spazio, con apparecchiature che potranno essere trasportate con sicurezza in questi cancelli spaziali e li assemblate e collaudate con grande sicurezza. Proteggendo la cabina di pilotaggio con pesanti schermature facilmente trasportabili e montabili nello spazio, l’utilizzo della propulsione nucleare potrà ridurrà della metà i tempi per raggiungere l’orbita marziana riducendo di conseguenza l’esposizione dell’equipaggio alle pericolose radiazioni cosmiche minimizzando nel contempo i rischi di debilitazione legati ad una prolungata esposizione del corpo umano alla microgravità. Il rapporto del Next non ha comunque scartato la possibilità che in futuro si possano costruire astronavi dotate di gravità artificiale, per aggirare il problema della microgravità, resta il fatto che la riduzione dei tempi che ne verrebbe adottando la spinta nucleare resta al momento la sola possibilità concreta di ipotesi di missione umana per Marte.

ISS: Banco di prova

La Stazione Internazionale fungerà da laboratorio di prova per le future tecnologie proposte da NExT. A tal scopo sono già programmati più di 55 esperimenti e collaudi di items legati alle future operazioni spaziali, come apprendere e sperimentare le migliori tecniche per la costruzione in orbita (e la manutenzione) di piattaforme scientifiche (anche con l’ausilio di meccanismi robotizzati) e la loro inserzione nei Punti Lagrangiani L1 o L2.

Luna o Marte?

Pur restando Marte la destinazione scientifica più importante, è facile supporre che si andrà prima dove la logica della scienza ci indicherà, al fine di ottenere prima di tutto una “capacità spaziale sostenibile”. Infatti non avrebbe alcun senso arrivare su Marte per piantarvi solo una bandiera. Si dovrà necessariamente pianificare una esplorazione approfondita fin dalla prima missione, realizzando un Campo Base sul modello di quelli polari, che possa essere riutilizzato più volte con tempi di permanenza molto più lunghi di quelli al momento al vaglio della NASA. La durata delle missioni sulla superficie marziana infatti è ancora controversa, ma la logica vorrebbe fossero di almeno un anno per permettere una proficua esplorazione delle aree limitrofe alla base. Con queste prospettive appare logico prevedere che prima del Pianeta Rosso l’umanità tornerà con molta probabilità sulla Luna ma questa volta per rimanervi e fare tutta l’esperienza necessaria.

Quando si potrà realizzare?

Purtroppo gli studi proposti da Next sono solo ipotetici, se e quando si potranno realizzare resta ancora una incognita. Mancano motivazioni e denaro per attivare la loro realizzazione ed il futuro purtroppo non fa sperare in meglio. Il primo logico passo sarà quello di consolidare le alleanza economiche esistenti, quelle per intenderci che riuniscono le stesse nazioni che supportano la stazione spaziale internazionale, cercando di coinvolgere nuovi patners. Si procederà poi a “piccoli passi” nella realizzazione delle tecnologie necessarie alla realizzazione di una base spaziale al Cancello spaziale L1 per traguardare in seguito obiettivi sempre più impegnativi.  

 

Una volta realizzate, sperimentate e rese sicure le tecnologie essenziali si potranno fare proposte di spesa certe da presentare ai governi al fine di ottenere i finanziamenti necessari.  Solo quando i costi saranno disponibili si potrà valutare quel direzione prendere e i tempi necessari. Una cosa certa ad oggi parliamo di tempi di realizzazione lunghi, lunghissimi, a meno ché se non vi siano nuovi ed inimmaginabili colpi di scena che al momento appaiono alquanto improbabili.

Purtroppo passeranno ancora decenni prima che si possa vedere un uomo scendere sulla superficie di Marte Speriamo solo che qualcosa cambi nell'attuale politica mondiale e che si pensi più allo spazio che alla guerra.

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