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Collana "UOMINI PER LA LUNA"

Volume Uno

"SPUTNIK"

L'ALBA DELL'ERA SPAZIALE

 

LA storia degli uomini che hanno realizzato IL sogno dell’umanità

 

Quando il 4 ottobre del 1957 i sovietici lanciarono lo Sputnik 1 realizzarono un impresa che andava ben oltre lo scientifico aprirono di fatto i cancelli del cosmo gettando le basi di una rivoluzione tutt'ora in corso e la cui fine vede come destinazione finale. Ma la storia dello Sputnik ha radici lontane. L’origine e l’uso dei razzi ha una storia così arcaica che è impossibile separarne gli inizi dalla leggenda. Il desiderio di sfuggire alla Terra e di volare nello spazio, per penetrare i misteri dell’umanità, risale a tempi antichissimi, e le leggende popolari sono piene di racconti fantasiosi e coloriti sul volo e sui viaggi verso gli altri pianeti. Così fu per molti secoli con uno sporadico utilizzo dei razzi come strumento bellico, e ancor meglio come “fuochi d’allegrezza”. Questa situazione rimase più o meno stabile fino alla fine del IX secolo quando, in uno di quegli eventi misteriosi della storia, in pochissimo tempo si ebbe la nascita di tutti quegli oggetti che avrebbero cambiato per sempre la vita dell’umanità. Furono invenzioni come la trasmissione radio senza fili, sperimentata nel 1896 da Guglielmo Marconi, il telegrafo, il telefono, l'automobile, e così via fino ad arrivare all’aeroplano ai primi del ‘900, che contribuirono ad avvicinare popoli di paesi lontani e a ridurre le distanze sulla Terra. Fu una rivoluzione dei consueti modi di vivere e di pensare dell’uomo, tanto forte da far presagire, e sognare in alcuni, la possibilità d’effettuare presto i primi viaggi nello spazio. Fu proprio allora che tre ricercatori iniziarono in modo indipendente i loro studi sulla propulsione a reazione ponendo le basi per la nascita d’una nuova disciplina scientifica: l’Astronautica. Considerati storicamente i padri fondatori dell’astronautica sperimentale, e Oberth nacquero in paesi estremamente diversi per tradizioni e cultura, ma ebbero in comune la ferma convinzione di aver intrapreso la strada giusta per le stelle, ma anche la maledizione di esser degli innovatori. Naturalmente come scienza nuova molti altri vi si avvicinarono, il più delle volte senza un'adeguata preparazione, mettendo a repentaglio la propria vita e quella degli altri. In tutta Europa intrepidi e spericolati ricercatori si buttarono animosamente nel tentativo d’applicare la propulsione a razzo ai più svariati mezzi di trasporto, come locomotori ferroviari, imbarcazioni, slitte e alianti, ma quasi tutti andarono incontro a clamorosi fallimenti. Restano però nella storia i voli di von Opel, e Cattaneo, e le auto a razzo di Valier. Il fremito che portò tanto progresso però generò anche due grandi conflitti mondiali dalle ceneri dei quali grandi ingegneri e visionari quali von Braun e Korolev diedero vita alla scalata allo spazio. Una corsa irresistibile che portò l’uomo sulla Luna alla fine degli anni sessanta. Questo libro non è solo la loro storia ma la storia di tutti quegli uomini che con il loro intuito, genialità e sacrificio hanno contribuito alla nascita dell’esplorazione spaziale.

 

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UOMINI PER LA LUNA

inediti e curiosità contenute NELLA COLLANA  “Uomini per la Luna”:

SPUTNK - COSMONAUTI - LA CORSA ALLA LUNA

   

Il primo uomo ad essere lanciato con un razzo fu un turco nel 1633.

Le prime fotografie aeree da bordo di un razzo furono effettuate ai primi del ‘900 ad opera di un ricercatore tedesco.

Afflitto dal costante timore d’essere spiato, Goddard nascondeva i propri appunti sui missili in casa, dentro una cartella dal titolo anonimo di “Metodi per alluminare gli specchi”.

Il razzo Ufa progettato e costruito da Hermann Oberth per conto dell’Ufa, che voleva con il suo lancio pubblicizzare la “prima” il film “Frau in Munde” dal regista Frtiz Lang, esplose sulla rampa perché sabotato, per motivi pratici e d’interesse, dagli stessi collaboratori di Oberth.

L’aereo a razzo che Von Opel portò con successo, e molti rischi, in volo non era suo. In realtà si trattava di una idea abilmente carpita al vero progettista, che gli era venuto a chiedere i finanziamenti necessari per costruirlo. 

Durante gli “anni del terrore” Stalin fece imprigionare Korolev nel più duro dei campi di lavoro. Il “padre” della cosmonautica sovietica si salvò solo grazie l’aiuto di Tupolev, anch’esso prigioniero. 

Wernher von Braun, era membro del partito nazionalsocialista ed un ufficiale delle SS. In quanto tale era a conoscenza dei campi lager in cui migliaia di schiavi costruivano le V2.

Nella stazione sperimentale di Peenemunde, oltre ai missili, von Braun progettò diversi aerei razzo a decollo verticale per la difesa delle postazioni industriali del Reich. Gli avveniristici progetti non furono mai realizzati.

La nascita dell’Anno Geofisico Internazionale fu decisa in modo semplice ed informale, nel salotto di casa Van Allen.

Grazie ad mirate manovre politiche, per favorire la Marina il Presidente Eisenhower proibì all’esercito di lanciare un satellite nel 1956, permettendo involontariamente ai sovietici di lanciare per primi lo Sputnik.

Lanciandosi con il paracadute da una altezza di 31.000 metri dalla gondola dell’pallone “Excelsior”, il capitano J.W. Kittinger fu il primo uomo a superare il muro del suono in caduta libera.

La decisione di Kennedy di andare sulla Luna non fu motivata solo dalla necessità di far dimenticare il disastro della “baia dei Porci” e per contrastare lo strapotere dei russi nello spazio. L’obiettivo vero era ottenere maggiori consensi dall’elettorato al proprio partito in preparazione delle elezioni presidenziali, attraverso finanziamenti statali alle industrie spaziali del sud

Dopo il lancio della prima cosmonauta Donna da parte dei sovietici, la NASA non selezionò in gran segreto anche 13 donne astronauta.

Per essere individuate in mare, nel caso fosse stato perso il contatto visivo o radar, le astronavi Mercury erano dotate di una piccola bomba da far detonare.

I Cosmonauti sovietici volarono sempre armati.

Il Progetto Apollo era il secondo programma spaziale americano. Il terzo programma era il “Gemini” che nacque dopo l’Apollo, per collaudare le tecnica del volo lunare e per mantenere la presenza degli americani nello spazio in attesa delle astronavi lunari.

La navicella “Gemini” era soprannominata dagli astronauti “Gusmobile”  perché i suoi interni erano stati costruiti sulle dimensioni di v. Grissom, il più piccolo in altezza di tutti gli astronauti della NASA.

Il primo satellite svedese in orbita fu una macchina fotografica Hasselblad, persa nello spazio durante una missione Gemini.

Prima dell’incendio di Apollo 204, una parte della NASA  era a conoscenza che la costruzione delle astronavi Apollo era fatta con componenti di bassa qualità e stava proseguendo senza un adeguato controllo di sicurezza.