Gli EDITORIALI

di Stefano CAVINA

 

 

Gli alieni siamo noi

 

Pur considerando SETI una lodevole iniziativa difficilmente potremo rilevare e tantomeno comunicare con civiltà extraterrestri e se anche lo potessimo fare dovremmo sperare che non si tratti di civiltà simili alle nostre perché allora potremmo prevedere scenari apocalittici.

Quindi  lasciando da parte la pur sempre affascinante (per ora) fantascienza, torniamo a parliamo di vita aliena presente nel “condominio” del sistema solare, molto più facile da raggiungere ed individuare rispetto a pianeti lontani da noi generazioni intere.

Naturalmente ci aspettiamo forme di vita elementari, poco complesse, eppure la loro individuazione e studio sarebbe la più importante scoperta astronomica dopo la Rivoluzione Copernicana quando il Sole fu posto al centro del sistema solare relegando la Terra al suo vero e semplice ruolo di umile pianeta.

Scoprire vita aliena sposterà il “centro di gravità” della nostra biosfera dalla terra all’Universo intero (e perché no anche al Multiverso nel quale siamo avviluppati) a dimostrazione che la vita non è una rarissima casualità terrestre ma una epidemia che coinvolge Tutto ciò che sta intorno a noi.

I candidati ad ospitare forme di vita sono stati elencati in ordine di facilità (e quindi minor costi per una missione spaziale automatica) da Seth Shostak astronomo del SETI Institute:

 

.- Encedalus, piccola luna di Saturno dove sono stati scoperti geyser emettere dalla superficie ghiacciata vapore acqueo che indica quindi calore al suo interno e la possibilità si sostenere la vita. Con una navicella basterebbe effettuare un passaggio e catturare questo vapore per scoprire i suoi segreti.

 

- Titano,  con i suoi laghi, mari e piogge di metano ed etano pur con temperature gelide che arrivano a -180°C presenta una chimica adatta alla formazione di vita e sarebbe facile scoprirla con una nuova missione di superficie simile a quella già eseguita nel 2005 dalla navicella Huygens.

 

- Marte, naturalmente, ma qui si deve cercare in zone precise peraltro già individuate come caverne e gallerie oppure posandosi sull’orlo del cratere Horowitz dove ogni estate rivoli di ciò che sembra acqua salata scorrono sulla superficie cambiandone l’aspetto.

 

- Europa, la grande luna di Giove ricoperta da uno spesso strato di giaccio sotto il quale esiste un oceano di acqua salata che seppur nella totale oscurità potrebbe ospitare forma di vita sorprendenti. Qui le difficoltà in una missione esplorativa sono la necessità di trivellare spessori elevati di ghiaccio prima di accedere alla zona umida da campionare.

 

- Venere, sorprendentemente questo pianeta è tornato nell’interesse dei biologi. Con una pressione atmosferica in superficie in grado di schiacciarci come una lattina di birra vuota, riscaldato come un forno a  temperature di oltre 450°C, spazzato da venti roventi e martellato da piogge di acido solforico secondo alcuni ricercatori la sua chimica potrebbe ospitare vita batterica nella sua atmosfera, una sorta di vita volante che mai raggiunge la superficie.

 

Esistono ancora altri luoghi potenzialmente abitati, come le altre due lune di Giove, Ganimede e Callisto e all’interno di tutte le comete, veri e propri contenitori di elementi della vita che le comete vanno disseminando dall’inizio dei tempi nei luoghi ove cadono.

 

 

Ecco quindi la conclusione più ovvia, grazie alle comete siamo noi stessi degli alieni che si sono adattati a nel corso delle Era fino a diventare ciò che siamo, che poi sia stato merito dell’Evoluzione Darwiniana oppure l’intervento genetico di una antica razza aliena come sostengono gli entusiasti delle antiche civiltà aliene lascio a voi le risposte.

 

 

 

Stefano CAVINA

 Direttore di Pianeta-Marte.it