Gli EDITORIALI

di Stefano CAVINA

 

Deimos: stazione spaziale naturale

 

Dopo mesi di silenzio la NASA ha annunciato di stare studiando la fattibilità di una missione umana sulle lune di Marte, come primo passo verso l’esplorazione del Pianeta Rosso. L’anno scorso durante un suo discorso fatto al Kennedy Space Center in Florida, il Presidente Obama aveva detto:

<<Credo che per la metà degli anni ’30 di questo secolo gli Stati Uniti spediranno degli astronauti intorno a Marte e li riporteranno indietro sani e salvi. In seguito sbarcheremo su Marte e mi auguro proprio di essere ancora nei dintorni per vedere questa gloriosa impresa>>.

 

Ora la NASA rilancia l’idea presidenziale con lo studio di fattibilità per una missione umana verso i satelliti marziani Phobos e Deimos, missione che ha chiamato Project Red Rocks e che con i dovuti finanziamenti sarà fattibile fra il 2031 e il 2035. La scelta dell’anno non è casuale questo periodo, infatti, coincide con la massima fase del ciclo undecennale dei campi magnetici solari una situazione astronomica che garantirà la massima protezione degli astronauti da parte dei raggi cosmici che saranno (in buona parte) deviati dal forte campo magnetico solare.

 

La missione trascorrerà diciotto mesi in orbita marziana ed oltre ad esplorare i due satelliti marziani gli astronauti studieranno da vicino Marte per aumentare le conoscenze sul pianeta e scegliere i migliori siti per i futuri sbarchi. Una missione di questo tipo consentirà di provare tutte le tecnologie necessarie allo sbarco su Marte e come proteggere gli astronauti dalla prolungata assenza di gravità ed alle letali radiazioni cosmiche a cui saranno soggetti durante il lungo viaggio di trasferimento verso Marte ed al ritorno a Terra.

 

Oggi si fa sempre più forte la convinzione che su Marte vi sia della vita indigena e la principale preoccupazione degli scienziati è come affrontare tali pericoli evitando di contaminare Marte con i nostri batteri e viceversa come evitare di contaminare la Terra. Una base su Deimos potrebbe risolvere il problema.

Deimos è una sorta di stazione spaziale naturale di Marte., ecco quindi naturale la proposta di un gruppo di scienziati di creare su Deimos una avamposto nel quale portare i campioni marziani per studiarli e metterli in quarantena prima di portarli sulla Terra.

 

Ecco l’importanza del prossimo lancio della missione Phobos-Grunt (Phobos-Suolo) preparato dall’Agenzia Spaziale Russa, insieme a quella cinese (che ha fornito per l’occasione un piccolo satellite lo Yinghuo Mars Orbiter, che dopo aver viaggiato unito alla navicella russa si sgancerà per entrare in orbita marziana. Il ritorno all’esplorazione di Phobos e Deimos è un obiettivo più volte tentato in passato senza fortuna dai Russi ma la sua riuscita contribuirebbe in modo determinante all’esplorazione del pianeta rosso.

 

Stefano CAVINA