Gli EDITORIALI

di Stefano CAVINA

 

 

LA RICERCA DELLA VITA SU MARTE

 

Che ci sia vita su Marte, ormai è un dato solo da verificare. Parlo di vita vera non immaginaria di passate civiltà aliene, dischi volanti e omini verdi. Le analisi provenienti delle navicelle orbitali e dei rover in superficie confermano che l’habitat del pianeta era un tempo idoneo a sostenere la vita (basata sul ciclo del carbonio come sulla Terra). Che questa possa essersi conservata “viva e vegeta” nel tempo o essersi addirittura evoluta in grotte e cavità sotterranee resta da verificare, certo è che gli indizi a nostra disposizione sono molto intriganti e certamente la prossima missione americana “su ruote” Curiosity avrà il suo bel da fare ad analizzare il suolo marziano alla ricerca del carbonio e quindi della vita.

Questa certezza anche se non comprovata sta facendo impensierire da tempo gli scienziati e i biologi, se su Marte vi è vita allora come potremo proteggerla da nostri contaminanti presenti nelle navicelle che spediamo sul pianeta e come potremo proteggere la biosfera terrestre quando porteremo sulla Terra i primi campioni marziani? Esistono metodi assoluti di protezione? No! Non esistono, ma ve ne sono di molto sicuri, e su questa strada si stanno muovendo i laboratori nella preparazione del prossimo passo che seguirà la missione americana, il prelievo di campioni e la loro analisi sulla Terra.

A proposito di prelievi, oltre alla missione della NASA, quest’anno partirà anche la missione russa Phobos Grunt che ha lo scopo primario di prelevare campioni della piccola luna marziana e riportarli sulla Terra nel 2014. In questo caso non vi sono pericoli di contaminazione e la missione appare molto sicura.

Insieme alla navicella russa vi sarà anche un piccolo satellite cinese, la prima missione di Pechino su Marte, che studierà il meccanismo d’evaporazione dell’acqua dal pianeta.

Ecco quindi che il 2011 si apre con due missioni di sicuro effetto che il prossimo anno porteranno nuovamente in alto gli interessi oggi quasi dimenticati dai Media, sull’esplorazione del Pianeta Rosso.

 

Stefano CAVINA