Gli EDITORIALI

di Stefano CAVINA

 

 

Addio allo spazio

 

Affondano miseramente nella debacle dell’economia statunitense e internazionale le nostre speranze di vedere l’uomo tornare protagonista nell’esplorazione dei pianeti.

La crisi economica ed il debito pubblico pongono l’inderogabile necessità di prendere severe decisioni da parte di tutti quegli Stati che hanno condotto per anni una gestione “allegra” dei nostri soldi (pagati con le tasse), o si fanno tagli o si aumentano le tasse, altre vie non ve ne sono.

Quindi casa fa il Senato, taglia i fondi alla NASA quindi addio a missioni automatiche e progetti di uomini nello spazio si porta avanti quello che è già a buon punto (perché ormai non si può più eliminare) per il resto tutto sospeso.

Una decisione che meraviglia perché l’apparente rinuncia degli Stati Uniti a mantenere la leadership nel campo dell’Astronautica, disciplina di cui detiene le maggiori conoscenze tecniche, nel giro di pochi anni porterà le sue ambizioni spaziali irrimediabilmente dietro a quelle cinesi.

Il ritiro dello shuttle inoltre, lascia gli Stati Uniti senza un’alternativa immediata di accesso allo spazio e purtroppo senza neppure grandi idee su cosa fare, o meglio le idee (della NASA) ci sono ma non vengono sostenute con adeguati finanziamenti e dire che basterebbe ridurre di pochissimo le spese militari.

La presenza diretta dell’uomo nello spazio è determinante, certo non vi sono dubbi che l’esplorazione automatica ha dato e darà ancora enormi soddisfazioni ed una montagna di informazioni alla scienza, ma il valore della presenza umana nell’esplorazione è ancora oggi insuperabile rispetto alle “macchine” proprio per la facoltà tutta umana del discernimento facoltà ancora lontana dal venire in campo robotico.

Come dico sempre “staremo a vedere” e questa volta spero tanto di sbagliarmi.

 

Stefano CAVINA