Gli EDITORIALI

di Stefano CAVINA

 

 

 

Un curiosone su Marte

 

 

Nell’attesa che la Camera ed il Senato degli Stati Uniti decidano cosa fare della nuova strada indicata da Obama per lo spazio, con l’abolizione del programma Constellation, così come era stato concepito dal precedente Presidente Bush, non ci resta che rivolgere lo sguardo a Marte ed alla sua prossima nuova esplorazione. Mi riferisco al Mars Science Laboratory, già soprannominato Curiosity, il rover che JPL/NASA faranno scendere su Marte nell’agosto del 2012.

 

 

Curiosity è grande e potente, è alimentato da un minireattore nucleare e anche per questo è quattro volte più pesante di Spirit e Opportunity oltre ad essere almeno il doppio di grandezza.

Dove scenderà è ancora in fase di selezione,  nel 2008 sono stati individuati quattro potenziali siti, località che oltre ad essere geologicamente interessanti presentano le maggiori probabilità di trovare indizi di vita marziana, non dimentichiamoci, infatti, che il nostro esploratore robotico, andrà alla ricerca di tracce di vita marziana, passata o, se ve ne fosse, presente ancora oggi in suo qualche recondito recesso.

 

Una cosa che renderà unica la missione del MSL, sarà la sua discesa sul Pianeta Rosso. Non più airbag o paracadute e razzi, ma un modo innovativo che somiglia molto al sistema utilizzato dagli elicotteri per posare carichi pesanti sulla Terra in zone inaccessibili, una scelta forse azzardata ma che permetterà di restringere di molto il corridoio di discesa e raggiungere l’area di atterraggio con estrema precisione.

Come ben sapete il rover avrà un ventaglio di dieci strumenti analizzatori, il più importante dei quali permetterà di vaporizzare a distanza, con un laser, i componenti presi in esame che saranno poi analizzati alla ricerca di tracce organiche, questo metodo allargherà notevolmente l’area di ricerca senza necessariamente muoversi in continuazione verso ogni punto ritenuto interessante.

 

L’utilizzo di una batteria atomica permetterà a MSL di curiosare per lungo tempo, alleno un anno, lontano dall’equatore marziano, in zone dove altrimenti con le sole celle solari non sarebbe possibile muoversi e lavorare per l’esigua quantità di energia solare disponibile.

Una bella sfida insomma quella di Curiosity, soprattutto perché finalmente, a più di trent’anni, dai mitici Viking, la NASA torna su Marte per cercare forma di vita marziana, come tutti gli indizi fin’ora raccolti lasciano intendere.

 

A chi fosse interessato colgo l'occasione per comunicarvi che domenica 21 novembre presso il Planetario "Città di Lecco", nell'ambito del prossimo Astronauticon5, (Lecco il 21 & 21 novembre 2010), presenterò Cosmonauti: Esploratori dell'infinito.

 

 

 

 

 

 

Un cordiale saluto

 

Stefano CAVINA