Gli EDITORIALI

di Stefano CAVINA

 

OLTRE LA LUNA

UNA NUOVA VISIONE DELLO SPAZIO

Non più la Luna ma oltre la Luna, per esplorare gli asteroidi e lo spazio profondo, osservare Marte dall’alto, ed infine scendere sulla sua superficie, queste le nuove sfide indicate da Obama e sulle quali la NASA è stata chiamata a mettersi alla prova.

Come preannunciato, il Presidente Obama non ha azzerato il programma spaziale americano, ma molto arditamente, ed in aperta sfida con i Governatori di quegli Stati che poggiano la loro economia sulle industrie aerospaziali e da cui prendono consensi per essere eletti, ha delineato la nuova via americana all’esplorazione dello spazio, esaminando le reali possibilità ed indicando obiettivi raggiungibili entro i prossimi venti anni:

 

  • entro il 2015 - progettare un lanciatore pesante ed iniziare la sua costruzione

  • entro il 2025 - eseguire la prima missione umana oltre la Luna e nello spazio profondo

  • entro il 2030 - completare una spedizione umana intorno a Marte

  • e… durante la vita dell’attuale Presidente, lo sbarco di un americano su Marte.

 

Mantenere la visione dello spazio delineata dal suo predecessore si stava dimostrando una voragine nella quale sarebbero finiti milioni di dollari senza alcuna garanzia di raggiungere nei tempi prefissati, neppure l’obiettivo apparentemente più facile, la Luna.

Il Piano non è la cancellazione del programma Constellation ma una sua riorganizzazione, obiettiva e realistica.

L’errore contenuto nella “visione per lo spazio”, sostenuta dall’ex Presidente George W. Bush, era nello stesso obiettivo: andare sulla Luna, senza però delineare un reale programma d’esplorazione che, dopo la Luna, conducesse l’uomo ad esplorare lo spazio profondo, se non un vaga idea di esplorare Marte.

Obama ha voluto evitare il rischio di commettere gli stessi errori del programma Apollo, il cui obiettivo era esclusivamente politico, infatti, una volta raggiunto, ha poi fatto perdere significato ed interesse ad un’impresa storica che, se debitamente sviluppata, avrebbe aperto le porte all’esplorazione del sistema solare.

Con Apollo si restò prigionieri della Luna, con Constellation si rischiava ancora una volta di traguardare un obiettivo immediato senza reali sviluppi per l’esplorazione del sistema solare, e quindi di restare nuovamente “prigionieri della Luna”.

Con questo piano l’America lascerà ai privati la cosiddetta “orbita bassa”. Lo spazio intorno alla terra sarà colonizzato a quelle industrie che vorranno cimentarsi nella sfida spaziale, ma sempre sotto l’occhio vigile della NASA.

I privati potranno costruire un sistema di traghetti orbitali, anche alati, da utilizzarsi per raggiungere la stazione spaziale, per il commercio ed il turismo.

Se poi altre nazioni vorranno andare sulla luna, be che ci vadano, ora Obama e gli americani guardano molto più avanti.

 

Stefano CAVINA