Gli EDITORIALI

di Stefano CAVINA

 

 

NON SIAMO MAI ANDATI SULLA LUNA

 

Spesso mi sento dire ”non siamo mai andati sulla Luna”. All’inizio, già parecchi anni fa, mi sembrava una domanda stupida, come si poteva dubitare di un’impresa così grandiosa! Era come negare, le grandi esplorazioni di Cristoforo Colombo, Giovanni Caboto o Vasco De Gama (solo per citarne alcuni), o non credere che Roald Amudsen avesse scoperto il Passaggio a Nord Ovest o alla sua “corsa” per arrivare prima di Robert Scott al polo sud magnetico, o ancora negare che Charles Linderg abbia attraversato l’Atlantico in solitario, insomma la vedevo come una domanda insensata alla quale cercavo di dare risposte ragionevoli e comprensibili al mio interlocutore. Con il tempo però il mio atteggiamento è cambiato. Oggi quando mi rivolgono la stessa domanda, e non potete neppure immaginare quante volte, mi rendo conto che i ragazzi che si rivolgono a me sono tutti nati dopo il 1972, quando l’esplorazione spaziale, quella vera, quella iniziata sugli scudi della competizione politica e militare di due grandi super potenza era finita inesorabilmente sorpassata da più umane e a volte stupidissime necessità. Come possono le generazioni del “dopo luna” credere ad un impresa simile se poi non vi è stato nessun prosieguo. Dopo il progetto Apollo non si sono costruite basi lunari, non abbiamo colonizzato Marte, non si è avviata l’esplorazione umana del sistema solare. Certo abbiamo continuato a gironzolare intorno alla Terra, costruito una base spaziale, ma sfido chiunque a dirmi i nomi di chi attualmente lavora nella stazione! Può sembrare banale ma credo che anche i grandi risultati della esplorazione automatica dei pianeti non coinvolgono l’uomo “comune” proprio perché non vi partecipa direttamente l’uomo. Sarebbe come andare a vedere una gara di Formula-1 condotta da auto robotizzate, sarebbe un fallimento, dove potremmo vedere il rischio come far salire l’adrenalina se in gara vi sono solo delle “macchine”. L’uomo, predatore e conquistatore per sua natura, è mistico, ha bisogno d’esplorare, sempre alla ricerca di quelle forti emozioni che lo fanno sentire possente, e quindi più vicino a Dio. E’ nel suo DNA. Ma non tutti nascono condottieri o esploratori (lascio da parte i tiranni), c’è chi non trova il coraggio o non ha le capacità o le occasioni per essere protagonista, queste persone, sono la maggioranza, siamo noi. Tutti noi di fronte alle grandi imprese tendiamo ad immedesimarci in coloro che le affrontano direttamente, e sentirci psicologicamente appagati a distanza, con quegli uomini un po’ speciali, ma con i quali hanno in comune lo stesso desiderio, e quindi riflettiamo su di loro le nostre ansie, curiosità, timori e brama del nuovo. Si siamo stati sulla Luna solo che ce ne siamo dimenticati e girare intorno alla Terra non costituisce certamente un’emozionante avventura.

 

 

 Stefano CAVINA