Gli EDITORIALI

di Stefano CAVINA

 

 

 

Alla ricerca di Terranova

 

Sembrerebbe il titolo di un romanzo marinaresco, ma in realtà si riferisce a Keplero, la più importante missione spaziale della NASA del 2009.

Perché la più importante? Semplice, perché il compito di Keplero, che è stato lanciato con successo nello spazio dalla base dell’USAF di Cape Canaveral (Air Force Station) giovedì 6 marzo, sarà quello di appurare se nella nostra Galassia siamo soli oppure esistono altre Terre e quindi altra vita. Scoperta che costituirà un avvenimento strabiliante per l’umanità.

Dopo le ipotesi teoriche sull’esistenza di pianeti extrasolari ed in seguito alle prime effettive scoperte di pianeti in orbita intorno a stelle lontanissime, la probabilità di trovare pianeti rocciosi di piccole dimensioni e, perché no, di tipo terrestre si è fatta forte al punto da giustificare il costo di una missione come questa.

Fino ad oggi sono stati catalogati molti pianeti extrasolari. Per lo più si tratta di giganti gassosi di tipo Gioviano, e quindi dalle dimensioni enormi, che ruotano velocissimi stando molto vicini alle proprie stelle, (ed è proprio per questo motivo che li si è potuti scoprire in modo indiretto) ma con Keplero in orbita solare si riuscirà per la prima volta ad inquadrare e catalogare pianeti molto più piccoli. Non solo, i suoi potenti strumenti saranno in grado di determinarne lo stato fisico e di analizzare la loro atmosfere per dirci se i pianeti scoperti sono simili al nostro, cioè dotati di ossigeno e di oceani.

Keplero si trova attualmente in orbita solare, in veloce allontanamento da noi. Dopo la verifica di tutti gli apparati, che lo occuperà per i prossimi due mesi, inizierà la sua ricerca partendo prima da pianeti extrasolari molto grandi e già conosciuti, in modo da poter calibrare i sensori. Una volta in esercizio  attivo la sonda inizierà una campagna di osservazioni, che prenderà in considerazione almeno 100.000 stelle della nostra galassia, alla ricerca di “nuove terre”. L’aspettativa degli scienziati per l’esito di questa straordinaria esplorazione è molto grande, poiché le sue scoperte rivoluzioneranno gli attuali concetti planetari determinando per la prima volta la reale presenza di pianeti di tipo terrestre sparsi per la Galassia e quindi (forse) di altre civiltà.

 

 

 

 Stefano CAVINA