EDITORIALE

di Stefano CAVINA

 

 

OTTOBRE 2005 - SULLA LUNA NEL 2018

 

La NASA svela i suoi piani “lunari” per ottenere 104 miliardi di dollari dal Congresso degli Stati Uniti al fine di costruire un’astronave capace di portare quattro uomini sulla Luna entro il 2018. La proposta però è un Dejà Vu per i vecchi addetti ai lavori, e a grandi linee espone – con quaranta anni di ritardo - la visione di Wernher von Braun di utilizzare le tecnologie del “progetto Apollo” per colonizzare la Luna, Marte ed esplorare il Sistema Solare.

Il piano, infatti, prevede la realizzazione di un’astronave simile all’Apollo – mi più grande - in grado di portare sei uomini alla  Stazione Spaziale Internazionale (ISS) oppure quattro esploratori sulla Luna. L’astronave che per ora ha solo la sigla CEV ( Crew Exploration Vehicle) potrà essere utilizzata anche come “cargo” senza equipaggio.

In accordo con la volontà Presidenziale di ritirare dalla linea gli shuttle entro il 2010, il programma prevede il lancio del primo CEV entro il 2012 e la sua entrata in linea entro il 2014. A questo punto non si sa ancora come la NASA intenda superare il GAP di due anni senza voli umani come appaiono ora “sulla carta” e se ci sarà un successore “alato” allo shuttle per le operazioni circumterrestri.

Come già detto, le carte mostrate dall’ente spaziale americano ricalcano, a grandi linee, il vecchio programma Apollo “rivitaminizzandolo” con l’utilizzo delle più recenti tecnologie disponibili al fine d’ottenere maggiori prestazioni. Il CEV sarà di forma conica con un modulo servizi di 5,5 m di diametro che avrà uno dei motori dello shuttle. Due pannelli solari forniranno energia al veicolo che sarà lanciato in orbita utilizzando un booster a propellente solido – a quattro segmenti – derivato da quello utilizzato per il lancio della navetta spaziale. (Una cosa questa che Von Braun non avrebbe mai consentito per la sua pericolosità, infatti una volta acceso un razzo a propellente solido non può più essere spento, e se ci sono problemi…).

La spedizione lunare inizierà con il lancio del Modulo Lunare (LM) e del razzo translunare per mezzo di vettore “pesante” composto da quattro motori dello shuttle e da due booster di spinta a propellente solido. Una volta in orbita il LM, seguirà il lancio del CEV che si aggancerà al Modulo Lunare e poi iniziare il viaggio di trasferimento per la Luna.  Raggiunto il ns. satellite il LM scenderà sulla sua superficie con i quattro componenti l’equipaggio, lasciando il CEV in orbita automatica. Inizialmente la permanenza minima sarà di sette giorni. Il ritorno avverrà in modo tradizionale. Il CEV abbandonerà il Modulo di Servizio per scendere su di una area ad ovest degli Stati Uniti, franato prima dallo scudo termico e poi da tre paracadute. L’impatto con il terreno sarà rallentato dall’accensione di retrorazzi e dall’apertura di airbag. La sostituzione dello scudo termico permetterà il riutilizzo del CEV almeno una decina di volte. Tutti i sistemi inoltre potranno essere facilmente modificati per la realizzare il primo avamposto umano su Marte (2030 – 2040).

L’architettura dell’intero progetto appare già delineata, ma molti sono ancora i punti da chiarire (come i disegni definitivi di CEV e LM – le modalità di docking – l’habitat per gli esploratori – le tute spaziali – i veicoli per la mobilità in superficie). A tal riguardo dovremo attendere le proposte definitive che si avranno solo ad assegnazione degli ordini di fornitura del CEV e del LM – una volta ottenuti i finanziamenti richiesti – contratti ai quali concorrono il gruppo Lockheed Martin ed il consorzio Northrop Grumman e Boeing.

Di certo la scelta di utilizzare un’astronave tradizionale di forma conica è un “ritorno ad Apollo” e ad un passato glorioso e “sicuro”, ma preistorico, della NASA. L’importante è che la via allo spazio circumterrestre resti “alata” senza che il CEV diventi il sostituto dello shuttle, ma solo il primo passo per una astronave destinata alla esplorazione del Sistema Solare.

L’idea ed i mezzi erano già disponibili nel 1970, ora speriamo solo che gli errori di Apollo siano serviti e che arrivino i finanziamenti necessari.

 

Il Direttore