EDITORIALE

di Stefano CAVINA

 

 

NOVEMBRE 2005 - IN NOME DELLA LUNA

 

    Questo mese ci vogliamo occupare delle prime "vittime" dei nuovi piani “lunari”della NASA. Se non possiamo che plaudire alla  coraggiosa rinuncia di continuare ad occuparsi di una costosa stazione spaziale, inutile e fine a se stessa, ed al ritiro dalla linea degli ormai obsoleti shuttle, preoccupa la mancanza di idee per il futuro sostituto della navetta e l'abolizione, a favore di "nuove tecnologie", di importanti missioni interplanetarie.

    Allo scopo di dirottare fondi alla realizzazione del CEV (Crew Exploration Vehicle) ed alle prossime missioni automatiche lunari, sia il programma Marte che quello d'esplorazione dello spazio profondo ha subito drastici tagli. Sebbene siano stai confermati i fondi per i programmi in corso e la prossima missione polare di Phoenix (2007), il Mars Science Laboratory, il cui lancio era previsto nel 2009 è stata posticipato di due anni, mentre per la missione di raccolta e recupero di campioni di suolo marziano si parla di ben oltre il 2012.

    Il danno più grande di questa nuova rilocazione di fondi lo ha subito il programma d'esplorazione del sistema solare esterno, in particolar modo di Europa, una delle di Giove. Su questo grande satellite - le cui dimensioni superano Mercurio - infatti ci potrebbe essere vita. Vita che nulla ha a che fare con quella terrestre e che se scoperta riscriverebbe i testi di storia naturale e di evoluzione biologica. 

    Europa  racchiude sotto una spessa coltre di ghiaccio, fratturato e pieno di crepacci, un enorme oceano di acqua, acqua liquida. Il sospetto dell'esistenza di un enorme

 oceano su Europa era nato durante il passaggio dei Voyager, poi Galileo ha confermato la sua presenza, un vasto, enorme mare salato probabilmente brulicante di vita.

    europaAlla luce di questa scoperta, due anni fa il U.S. National Research Council raccomandò alla NASA di dare la massima priorità ad una missione su Europa. Tutti i maggiori requisiti erano già stati stabiliti quando la NASA, alla ricerca di nuovi sistemi di energia diede vita ad una "iniziativa di propulsione nucleare" chiamata Progetto Prometeo. Si voleva con questo progetto mettere in atto un nuovo sistema propulsivo per l'esplorazione del sistema solare esterno. Con il progetto nacque anche la prima potenziale missione, la Jupiter Icy Moons Orbiter (JIMO). Dato che la NASA aveva stabilito che il sistema solare esterno sarebbe stato esplorato solo con questo tipo di tecnologia, ogni altra iniziativa fu abbandonata in favore del nuovo motore nucleare-elettrico. Ma il suo sviluppo richiedeva tempo e molto denaro, denaro non disponibile ora con le nuove strategie lunari della NASA.

Di fatto il Progetto Prometeo è bloccato ed al momento non esistono al mondo missioni di questo tipo allo studio. Sinceramente riteniamo che questa scelta penalizzi fortemente l'esplorazione spaziale e la possibilità di fare scoperte a dir poco sconvolgenti, è per questo motivo che ci uniamo al coro di voci che accompagnano la Planetary Society nella sua nuova Campagna per L'esplorazione di Europa.

    La Società Planetaria infatti, insieme a tutti i suoi membri, ha 25 anni di esperienza in campo spaziale e le conoscenze politiche mondiali per tentare di far cambiare idea alla NASA così come è già riuscita in passato con la missione per Plutone - inizialmente cancellata dalla NASA - il cui lancio è atteso per fine anno.

   

 

Il Direttore