EDITORIALE

di Stefano CAVINA

 

LUNA: PASSO OBBLIGATO

 

In questi giorni la NASA ha annunciato d’aver individuato nei pressi del polo nord lunare un cratere, il Peary Crater, vicino ai presupposti depositi di ghiaccio e potenzialmente adatto a sostenere una base lunare permanente. Certo si devono ancora fare molte verifiche sulla giusta idoneità del sito, mancano ancora  volontà politica e fondi per dare un “via libera” concreto alla “visione” Presidenziale d’esplorazione spaziale umana ma, comunque, quest’annuncio è di fatto una prima indicazione positiva sulla volontà (almeno della NASA) di ritornare sulla Luna.

 

Già la Luna. Che la Luna sia una via obbligata prima di tentare una spedizione su Marte, può sembrare a molti un’inutile spreco di tempo e di denaro. In realtà la Luna è un passaggio indispensabile. Infatti, solo sul nostro satellite avremo la possibilità di testare tutte le apparecchiature che serviranno all’esplorazione del Pianeta Rosso.

 

Il motivo è semplice. Luna e Marte hanno molte cose in comune, per esempio la gravità; sulla Luna è un sesto di quella terrestre, su Marte è un terzo. La Luna non ha atmosfera, Marte ne ha una estremamente rarefatta. Sulla Luna è molto freddo (-240° nelle zone d’ombra) su Marte variabili dai – 20 ai – 100 °C. Inoltre entrambe I pianeti sono ricoperti da una polvere finissima chiamata “regolite”. Sulla Luna questo materiale si è formato per l’incessante bombardamento di micrometeoriti, raggi cosmici, dilatazioni termiche, vento solare. Su Marte è stato causato dall’impatto di grandi e piccoli asteroidi, più milioni d’anni d’erosione da parte dell’acqua prima e del vento dopo. In entrambe i corpi celesti è certo vi siano punti dove la “regolite” supera lo spessore di 10 metri.

 

Potete quindi immaginare come sia difficile operare in ambienti così ostili. La costruzione di habitat, tute, attrezzi, mezzi di comunicazione, trasporto e sopravvivenza, saranno una vera sfida tecnologica. Che tipo di pneumatici adottare su Marte? Su entrambe i pianeti si dovranno scavare delle miniere per trovare il ghiaccio. Fino a che profondità si potrà perforare un tunnel prima che collassi? Quanta polvere potranno sopportate le attrezzature e le navicelle spaziali prima che qualche elemento possa compromettersi?

 

Questi sono solo alcuni dei quesiti che ricercatori ed industrie sono chiamati a rispondere con la massima attenzione, ne va di vite umane! Il modo migliore per trovare una risposta è quindi sperimentare i prototipi sulla Luna, un luogo come per molti aspetti simile a Marte ma molto più vicino alla Terra. Questa vicinanza oltre ad elevare i parametri di sicurezza permetterà anche lo sviluppo ed il test di molte attrezzature in tempi relativamente brevi. Le tecnologie esistono ma solo quanto si sarà sicuri di come attrezzare la nostra prima spedizione si potrà pensare alla prima storica esplorazione di Marte.

 

Il Direttore