EDITORIALE

di Stefano CAVINA

 

DALLA NASA ALLA LUNA

 

La NASA, seppur lentamente, sta preparando il suo ritorno a guida dell’esplorazione spaziale mondiale. Una posizione dalla quale è assente fin dagli anni settanta, quando i politici rinunciarono alla inestimabile eredità di “Apollo” per naufragare nelle attuali inadatte, costose e pericolose navette spaziali. La conferma traspare dalle parole di Michael Griffin, il nuovo Amministratore della NASA.

“Abbiamo i soldi, volontà ed appoggio politico per fare molte buone cose” ha detto Griffin. Ce lo auguriamo tutti, è infatti necessaria una leadership forte per realizzare la “visione” spaziale dettata dalla Amministrazione Bush. la speranza è che i nuovi fondi, i più alti degli ultimi cinque anni, vengano utilizzati per realizzare la nuova navetta spaziale e tutte quelle tecnologie necessarie al grande ritorno dell’uomo come protagonista nell’esplorazione spaziale e non come passeggero in un laboratorio spaziale inutile e costoso. I fondi ricevuti dalla NASA sono infatti sufficienti a spianare la strada al ritorno dell’uomo sulla Luna e poi ad una spedizione su Marte, un progetto che con le tecnologie “Apollo” sarebbe stato possibile realizzare entro gli anni ’80. Non aspettiamoci però i ritmi travolgenti che esistevano ai tempi del “progetto Apollo”. Sinceramente spero di riuscire a vedere lo sbarco dell’uomo su Marte prima di essere troppo vecchio anche se, con molta probabilità non basteranno ancora venti anni per vedere realizzato questo sogno.

 

Buone nuove da Marte. Mentre i due rover non ne vogliono sapere di andare in pensione, con Spirit alla scoperta della storia delle “Columbia Hills” e Opportunity che tenta di liberarsi dalla sabbia che lo imprigiona, le telecamere di MGS sono riuscite a “vedere” il perduto Mars Polar Lander. Una scoperta importante che svela il mistero sul destino di questa missione. Ora non ci resta che aspettare l’arrivo in orbita di MRO per avere la conferma che le piccole macchie avvistate da MGS sono realmente i resti della sfortunata missione polare americana.

 

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