EDITORIALE

di Stefano CAVINA

 

 

 

   

Un antico mare ha lasciato le proprie impronte sulle rocce marziane

 

 

Sono già tre decenni che le navicelle inviate su Marte ci hanno trasmesso immagini che fanno ritenere come un tempo il pianeta fosse molto più umido di quello che apparentemente mostrava, forse anche parzialmente ricoperto da acque. Ma solo ora si hanno le prime prove dirette della presenza di possibili mari e laghi sulla superficie marziana. La scoperta di questi indizi era l’obiettivo principale dei due rover MER, obiettivo pienamente raggiunto. Il successo delle missioni MER ha aperto nuovo orizzonti nella futura esplorazione di Marte, le rocce esaminate infatti mostrano che su Marte esistevano ambienti straordinariamente adatto alla vita, ed è probabile che “presto” partiranno progetti per nuove missioni mirate alla ricerca di queste tracce.

 

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Questi primi risultati hanno già galvanizzato la comunità scientifica internazionale che si interessa di esobiologia (vita aliena), ed il fermento che ne sta derivando speriamo possa anticipare missioni mirate alla ricerca della vita marziana, passata e presente. Perché se è vero che 3.8 miliardi di anni fa la vita iniziò ad elevarsi sul nostro pianeta, su questi stessi presupposti possiamo affermare, con relativa sicurezza, che lo stesso deve essere accaduto su Marte. Lo studio di queste forme primitive di vita terrestre ci ha insegnato come queste creature, con il passare del tempo, si siano adattate ai mutamenti climatici estremi ed agli sconvolgimenti planetari immani che hanno coinvolto il nostro pianeta, fino ad evolversi alle attuali complesse forme di vita. Nulla ci impedisce che lo stesso parallelo possa essere fatto per su Marte, ma fin dove questa evoluzione (se mai verrà provata) si sia spinta sarà una sfida alla quale tutta la comunità scientifica vorrà partecipare. Trovare forma di vita preistorica sul nostro pianeta è difficilissimo, per le tenui tracce che questi fossili primordiali possono lasciare, ma se sappiamo “dove guardare” li possiamo trovare. Lo stesso accadrà su Marte, quello che ci serve è scoprire “dove guardare” e a questo serviranno le future missioni esplorative.