IL PROSSIMO PASSO DELL’AMERICA

 

“E’ tempo per l’America di fare il prossimo passo” questa semplice frase piena di significato contiene tutta l’essenza della nuova politica per lo spazio, del Presidente degli Stati Uniti Bush. Prossimo passo, perché l’ultimo si è definitivamente concluso nel 1972 con la fine della prima avventura spaziale sulla Luna. Quello che c’è stato da allora ad oggi, pur con la sua grande valenza scientifica non è stato altro che una perdita di tempo ed un avvilimento delle grandi visioni di Wherner von Braun (e della NASA) di raggiungere Marte negli anni ‘70. Un trentennio di voli spaziali umani passati nell’oblio, segnati da una NASA smarrita, perché priva di un obiettivo vero, trasformatasi in Motore dell’esplorazione spaziale mondiale, ad una holding finanziaria. Una NASA imprigionata nel ricordo delle luminose esplorazioni spaziali degli anni ’60, costretta a fare i conti con le striminzite finanze disponibili. Una NASA che ha costruito una navetta spaziale che è solo una pallida idea delle iniziali proposte, costosa da gestire, pericolosa e rivelatasi subito inadatta a fare ciò per cui era stata inizialmente pensata. Una NASA trascinata nella costruzione di una stazione spaziale, dispendiosa ed inutile da un punto di vista prettamente scientifico.

<< La NASA sta svolgendo un programma noioso, inutile ed impopolare >> è quanto pensa la stragrande maggioranze dell’opinione pubblica americana. E se qualcuno dei lettori non crede a ciò che affermo, io rispondo chiedendo loro se ricordano i nomi dei primi otto equipaggi della ISS, oppure se esiste anche un solo brevetto, o scoperta scientifica importante, che la stazione spaziale ci abbia dato. E guardate che non era necessario arrivarci ora a queste conclusioni. I russi hanno avuto stazioni spaziali per decenni e non una sola scoperta scientifica di valenza è stata mai compiuta.  

La stazione spaziale nella visione di von Braun doveva essere, insieme alla conquista della Luna, un passo verso l’esplorazione di altri mondi, il primo avamposto per studiare la compatibilità dell’uomo a lunghe permanenze nello spazio in vista del lungo viaggio per Marte e oltre. Per questo Pianeta Marte condivide l’obiettivo di Bush di abbandonare entro il 2010 la ISS e di mettere in “pensione lo shuttle”.

 

Non sarà un disastro ma solo un grande cambiamento

 

La stazione non morirà, potrà essere rilevata da finanziatori privati ed aprire così definitivamente lo spazio al turismo, oppure presa in gestione da industrie interessate a sperimentare nuovi prodotti in condizioni di microgravità. Nei restanti sei anni in cui la NASA sarà ancora coinvolta potrà studiare con maggiore attenzione, insieme agli altri patners, gli effetti sul corpo umano delle radiazioni cosmiche, affinando gli attuali metodi per contrastare la diminuzione dei cacio nelle ossa, la caduta del tono muscolare e gli effetti della nausea spaziale che colpisce parte degli astronauti. In seguito si punterà ad una base spaziale permanente sulla Luna dove si sperimenteranno le nuove tecnologie destinate allo sbarco su Marte. Sembra uno scenario fantascientifico ma in realtà, contrariamente ai suoi predecessori, per la prima volta dal fatidico discorso di Kennedy del 1961, la NASA ha ora nuovamente degli obiettivi precisi.

 

Politica e finanziamenti

 

Rilanciando l’appassionante tema della Nuova frontiera, che fu già di Kennedy, l’intervento del Presidente Bush, al Quartier Generale della NASA a Washington, ha scatenato tante emozioni di fronte ad un nuovo programma spaziale umano che, nell’arco di 25 anni potrà portare nuovamente l’uomo sulla Luna entro il 2015, e finalmente su Marte entro il 2030, ma anche un acceso confronto politico. Con grande coraggio ed aggiungiamo noi sagace opportunità il Presidente americano si lancia nell’esplorazione dello spazio, non più solo affidata alle macchine ma nelle mani dell’uomo, non solo per ambizioni patriottiche ma anche alla ricerca di consensi elettorali per le prossime elezioni andando, a pescare voti nel profondo sud degli Stati Uniti, come fecero già a suo tempo e con gli stessi argomenti i Presidenti Kennedy e Johnson. Facendo leva su quell’elettorato che dipende dalle innumerevoli fabbriche del sud che opportunamente finanziate potranno contribuire al rilancio dell’economia americana e dell’esplorazione spaziale. Nell’immediato si dovranno trovare i finanziamenti, e quanto richiesto da Bush è troppo poco (il 5% all’anno dell’attuale budget), inoltre molte critiche di politici si sono già levate in coro da più parti.

Noi crediamo che la strada di Bush sia quelle giusta, e il Presidente americano ci ha già dimostrato la sua determinazione a raggiungere i pripri obiettivi.

 

Per la Luna i soldi ci sono.

 

In attesa di nuovi finanziamenti però facciamo un poco di conti. La NASA ha oggi un budget di 15.5 mild, di questi 4 mild vanno alla gestione delle navette, uno va alla stazione spaziale, due al supporto tecnico e logistico di tutte le missioni spaziali, fa un totale di sette miliardi di dollari all’anno. Un proposta del 1995 indicava che si poteva raggiungere la Luna nel 2001 con un investimento di 3 miliardi di dollari all’anno per 5 anni. Come vedete la NASA i soldi per arrivare sulla Luna li ha già, il tempo dirà il resto.

 

Il Direttore

 

linearazzo.gif (489 byte)

il programma del presidente BUSH

 

Veicoli automatici iniziano ad esplorare la Luna

USA si ritirano dalla ISS e metteranno in pensione gli shuttle

Prima missione del "Crew Exploration Vehicle" primo sostituto dello shuttle

Ritorno dell'uomo sulla Luna

Inizio preparativi per l'esplorazione di Marte

Inizio attività per giungere nel decennio allo sbarco su Marte