EDITORIALE

di Stefano CAVINA

   

spirit & opportunIty: "mission impossible 3"

 

 Dopo aver brillantemente superato 270 sol su Marte e un periodo di congiunzione planetaria che li ha praticamente lasciati senza comunicazioni dirette per venti giorni, Spirit e Opportunity adesso sono entrati nel rigido inverno marziano. Una “mission impossible” per la quale non erano stati ne programmati ne costruiti. Impavidi, come antichi pionieri del lontano west, continuano la loro esplorazione regalandoci momenti di autentica emozione. Spirit dalle alture di "West Spur", uno sperone roccioso sulle colline Columbia, Opportunity dall’interno del grande cratere Endurance.

 

Chiaramente, sei mesi oltre il periodo per cui erano stati progettati, i rover iniziano ad accusare i primi sintomi d’invecchiamento. Spirit ha praticamente perso la funzionalità della ruota anteriore destra, ed ogni tanto gli strumenti non rispondono ai comandi. Opportunity invece, pur con meno strada sul proprio contachilometri, ha piccoli problemi di orientamento delle telecamere e del braccio mobile. Presto entrambi perderanno la funzionalità dello spettrometro MINITES, a causa delle rigide temperature invernali che ne comprometteranno irrimediabilmente la funzionalità.

 

Per superare le quotidiane difficoltà, i tecnici del JPL stanno compiendo dei veri e propri miracoli d’ingegneria, se consideriamo che le riparazioni (quando sono possibili) vengono risolte via radio da una distanza di oltre 240 milioni di chilometri. Ma la battaglia più grande, quella per l’energia, è appena iniziata. L’approssimarsi dell’inverno marziano oltre che a congelare gli strumenti dei rover, che quindi funzioneranno per periodi sempre più brevi, li priverà della forza necessaria al loro funzionamento. Per fronteggiare il calo di elettricità da più di un mese ogni spostamento dei rover è calcolato con l’obiettivo di esporre i pannelli solari al massimo irraggiamento solare, e prima di fermarli per il riposo notturno si cerca una buca o un pendio favorevole per aumentare l’angolo di irraggiamento delle celle solari. Durante il periodo invernale l’inclinazione del Sole, 845° rispetto l’equatore che vanno sommati ai 14° circa delle latitudini in cui si trovano i rover) raggiungerà una incidenza massima di 59°. Questo significa una disponibilità d’energia di soli 300 watt nelle peggiori condizioni, quanto basta per far funzionare una lampadina da 100 watt per due ore! L’obiettivo è di mantenere una riserva di almeno 410 watt, obiettivo possibile si se mettono i rover in “ricarica” su di un piano inclinato che riduca l’angolo di incidenza. Nei prossimi mese le funzioni dei rover verranno stabilizzate e ridotte al minimo, con un funzionamento di soli cinque sol alla settimana, nell’intento di fargli superare l’inverno. Se tutto andrà bene potranno riprendere le attività a primavera ma, in realtà nessuno può sapere se potranno mai superare l’inverno.

 

VITA SU MARTE? IL METANO CI DA UNA MANO

 

Parafrasando una vecchia pubblicità, anche su Marte il metano ci potrà dare una mano a scoprire se sul pianeta esiste ancora una residua attività vulcanica, se è presente la vita oppure entrambe i casi. Il ritrovamento, da parte della navicella europea Express, di elevate concentrazioni di metano e vapore acqueo su regioni ricche di permafrost come  Arabia Terra, Elysium Planum e Arcadia Memnonia sono la prova indiretta della presenza di recenti effusioni vulcaniche o di batteri (batteri  simili esistono sul nostro pianeta e sono chiamati metanogeni) in grado di metabolizzare metano.

 

La scoperta di metano nell'atmosfera marziana non è una novità recente, era gia stata segnalata a primavera da un team di scienziati statunitensi ancor prima di essere confermata dagli strumenti di Express, quindi non è vero, come è stato riportato da una testata giornalistica, che la scoperta del gas è stato uno choc per gli americani timorosi che gli europei possano portare loro via la supremazia spaziale, cosa che mi pare una emerita sciocchezza in tempi in cui la collaborazione internazionale deve non solo esistere ma essere ancora più assidua e profonda. Ma a noi non interessano ne sterili polemiche ne i titoli clamorosi, ma solo che i risultati di Express, uniti al ritrovamento di grandi riserve di ghiaccio da parte di Odyssey, possano aprire nuovi scenari sulla ricerca della vita su Marte.

 

 

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