EDITORIALE

di Stefano CAVINA

   

L'UOMO SU MARTE: UNA VISIONE SFUMATA?

 

Fra pochi giorni i 10 membri della commissione presidenziale, informalmente chiamata “Moon to Mars” o “Vision Commission”, consegnerà al Presidente degli Stati Uniti il risultato delle analisi e audizioni effettuate in questi tre mesi, allo scopo di stabilire le linee guida necessarie a raggiungere l’obiettivo presidenziale, di portare nuovamente l’uomo sulla Luna e poi su Marte entro i prossimi trenta anni.

 

Anche noi inizialmente ci eravamo fatti entusiasmare dalla visione di Bush. E’ vero che nel suo discorso non si trovavano particolari su come realizzare la proposta, mancanza che ha scatenato la critica nei suoi confronti da parte del Congresso, chiamato a finanziare un programma ancora inesistente.

 

Ma è anche vero che dopo trenta anni di apatia spaziale finalmente si prendevano decisioni su obiettivi precisi per il futuro dell’esplorazione spaziale. Ma a distanza di tre mesi questi entusiasmi si sono raffreddati. Soprattutto perché da allora, pur in ombra ai terribili echi di guerra che quotidianamente rimbalzano sui nostri schermi tv, l’Amministrazione Bush non ha più minimamente accennato alla nuova visione. E’ un po’ come se un padre di famiglia una mattina dice ai figli che si andrà tutti al luna park e poi esce per andare a lavorare lasciandoli sognare quando e come.

 

Quando nel 1961 Kennedy fece la sua proposta al Congresso degli Stati Uniti di mandare un americano sulla Luna entro la fine del decennio, l’America aveva appena compiuto il primo volo suborbitale e Apollo era solo il nome di un programma mentre il gigantesco missile lunare “Saturno V”, esisteva in alcuni schizzi gettati sui tavoli degli ingegneri, ma era già qualcosa.

Oggi la NASA non ha nulla di simile. Anzi questi ultimi tre mesi le iniziative dell’agenzia spaziale sembrano confutare quanto indicato dal Presidente.

 

In una recente intervista, l’Amministratore della NASA, Sean O’Keefe ha dichiarato che buona parte della richiesta di aumento del budget per l’anno 2005 (722 milioni di euro) sarà utilizzata per riportare gli shuttle in orbita e per completare la stazione spaziale. Più specificatamente ha detto che 300 milioni di euro serviranno al solo shuttle. Ma il programma shuttle non ha già un suo budget? E la stessa stazione spaziale non ne ha uno suo? La risposta è si e si. Questi fondi esistono già e insieme sommano a 5 miliardi di euro (su 14,4 miliardi di euro disponibili nel budget del 2004). Ma allora perché destinare altri fondi a questi programmi quando, secondo la visione Presidenziale, la NASA li dovrebbe investire nel progetto di un nuovo tipo di  astronave da utilizzare oltre la consueta orbita bassa terrestre?

 

Se rileggiamo attentamente il discorso di Bush fatto a gennaio, troviamo quanto segue:

<<Raggiungere questi obiettivi (Luna e Marte) comporterà un forte impegno a lungo termine. L’attuale budget quinquennale della NASA è di 86 miliardi di dollari (72 miliardi di euro - 2004) per ottenere i fondi necessari a ottenere il nostro obiettivo si dovranno rilocare 11 miliardi di dollari dall’attuale budget (9,2 miliardi di euro) alla nuova visione. Logicamente non basterà, serviranno nuove risorse. Per questo chiederò al Congresso di aumentare il budget della NASA di almeno un miliardo di dollari all’anno per i prossimi cinque anni. Questo aumento servirà alla nostra agenzia (NASA) per mettere a fuoco i nuovi obiettivi, un solido inizio per affrontare le sfide e gli obiettivi proposti oggi>>.

 

La contraddizione tra quanto detto dal Presidente e quanto dichiarato dall’Amministratore della NASA è stridente. Certamente il Presidente vuole che gli shuttle ritornino a volare, ma che per far questo si debbano aumentare i budget di programmi già finanziati e dichiarati alla loro conclusione (nuove navette spaziali in sostituzione degli shuttle, completamento della stazione spaziale e ritiro da ulteriori impegni) non sembra giustificabile.

 

Inoltre riteniamo che una iniziativa profonda e importante come quella presidenziale richieda una altrettanto grande campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e della Comunità Scientifica, ed anche in questo la NASA non sta certo aiutando l’Amministrazione. Al contrario con le ultime decisioni sta facendo pubblicità negativa all’iniziativa stessa. Infatti, appena dopo le dichiarazioni presidenziali la NASA annunciava la rinuncia, per ragioni di sicurezza, a salvare il telescopio spaziale Hubble, (ad Hubble devono essere sostituiti i giroscopi e le batterie se non si vuole che la sua orbita possa decadere entro il 2007). Subito gli scienziati hanno visto in questa iniziativa una delle prime vittime della nuova rilocazione di fondi a favore della nuova visione. Vero o falso, la decisione ha scatenato i timori che molti altri progetti possano scomparire sotto la forbice della voce rilocazione e finanziamenti a favore dell’obiettivo Luna - Marte.

 

Certamente la proposta di ritornare sulla Luna e poi andare su Marte non è ancora “defunta”,  ma occorrono maggiori sforzi affinché possa essere “venduta” all’Opinione Pubblica americana, alla Comunità Scientifica e, soprattutto, al Congresso.

 

In tre mesi questi sforzi non sono ancora stati fatti, e sperando che alla fine non si tratti solo di iniziativa elettorale, riteniamo che sia dovere del Presidente convincere il Congresso della bontà dell’iniziativa, perché potrebbe rilanciare l’economia americana così come riuscì a Kennedy con la corsa alla Luna.

 

Ma nel caso che si ottengano i primi fondi necessari ci dobbiamo chiedere: riusciremo ad andare su Marte se poi i dollari in arrivo saranno spesi per rimettere in “sella” lo shuttle? 

 

 

 

Colgo l'occasione per annunciare ai lettori che il libro Pianeta Marte è disponibile in libreria dal dieci di giugno e, che ci crediate o no, ne il sito ne l'autore percepirà alcun provento da questa iniziativa che vuole essere popolare così come popolare doveva essere il prezzo contenuto perchè la divulgazione scientifica deve essere disponibile a tutti e non solo a chi si se lo può permettere

 

 

Il Direttore